Taranto: 7’ anniversario per il vescovo, il messaggio: “Partecipazione e speranza”

“C’è ancora molto da fare. Occorre un vigoroso lavoro congiunto nella difesa della salute, dell’ambiente, del lavoro e anche nell’accoglienza dei migranti che vagano nel Mare Nostrum”. Invita alla speranza e all’ostinazione l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, in occasione del 7° anniversario dell’inizio del suo ministero nel capoluogo ionico. “Sette anni fa “sono venuto ed ho visto” – commenta – sono venuto a Taranto ed ho visto il popolo di Dio festante e sono rimasto toccato  dall’accoglienza dei tarantini piccoli e grandi”.

Un arrivo nel giorno della epifania. I re Magi sono stati ostinati, spiega Santoro, “sono partiti perché “erano uomini inquieti, che non si accontentavano dello status quo e continuavano a cercare qualcosa più grande degli astri”, “cercavano Dio”. “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono”. Allo stesso modo, spiega Santoro “Quando Gesù comincia la sua vita  pubblica ai primi due discepoli che gli chiedono “Maestro dove abiti?”, risponde “venite e vedrete”. “L’Epifania è la festa del vedere”. A Taranto, il vescovo è venuto e a visto, ricorda, “una gioia contagiosa per accogliere il nuovo successore di San Cataldo, venuto anch’io da lontano dice Santoro – pur essendo figlio di questa terra”.

“Ultimamente – prova a scuotere i tarantini, il vescovo – mi sono permesso di rimarcare una certa recente assuefazione della città, una latitanza dal dibattimento pubblico per la sensibilizzazione a tutti i grandi temi da parte della società civile”. Invita a non perdere la speranza. A guardare ai frutti dell’ostinazione di questi anni, come il centro notturno San Cataldo ed il santuario Madonna della Salute.

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