Il Natale degli ultimi. E’ festa anche per gli ospiti della mensa di Don Giovanni Mele

“L’uomo,è diventato avido e vorace. Avere, riempirsi di cose pare a tanti il senso della vita. Un’insaziabile ingordigia” che porta “ai paradossi di oggi, quando pochi banchettano lautamente e troppi non hanno pane per vivere”. Sono le parole di Papa Francesco durante la santa messa di Natale che risuonano non solo in tutta San Pietro, ma in tutto il mondo. E spiega che Gesù “lancia un nuovo modello di vita: non divorare e accaparrare, ma condividere e donare”. C’è chi non ha bisogno del monito di Francesco perchè condividere e donare è un modus operandi di una vita. Sono gli operatori e le operatrici della mensa dei poveri Don Giovanni Mele, sita a Piccianello, in quel di Matera. Volontariamente ogni giorno, non solo a Natale, c’è chi prepara un pasto caldo, da portare via o da mangiare sul posto. Senza chiedere, senza pretendere; queste instancabili, donne sopratutto, sentono di fare la volontà di Dio aiutando il prossimo; e non si preoccupano di certo del colore della pelle, o del paese di provenienza, o tanto meno della religione. Sono rispettose indistintamente di tutti gli uomini e le donne che varcano quella porta in cerca di aiuto. Ma c’è chi anche come Alessandro, ha deciso di cercare il Natale proprio nel servire al prossimo un piatto caldo. Donando qualche ora del suo tempo ai più bisognosi, perché il Natale è anche e soprattutto degli ultimi. “Nell’attesa di Dio e non nella pretesa”,non aspettate Dio “sul divano”, come “chi si sente arrivato e non ha bisogno di nulla”. Solo andando incontro a Dio, come hanno fatto i pastori con Gesù, non dormendo ma rischiando, si può cogliere l’essenza del messaggio di Natale.

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