L’arte dell’integrazione. A Miglionico (MT) l’evento conclusivo del concorso “Con i tuoi occhi”

Oggi il popolo italiano sembra diviso a metà sul tema dei migranti. L’accoglienza e l’integrazione sembrano sempre più due parole che si allontanano dal vocabolario degli italiani, o quanto meno sono parole che sembrano indignare l’opinione pubblica. Aldilà di qualsiasi considerazione personale che il tema può suscitare in ognuno di noi, c’è chi in Basilicata, ogni giorno vuole provare a fare la sua parte abbattendo i muri che ci creiamo attorno. Prendete Miglionico, in provincia di Matera, il paese, è un piccolo esempio di come nei piccoli comuni lucani, con un pizzico di creatività e solidarietà,l’integrazione è possibile; specificatamente grazie all’associazione “Culture in Movimento” e la parrocchia locale guidata da don Mark Stanislaus, è stato portato a termine un percorso-concorso di pittura destinato ai richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza della Basilicata: “Con i tuoi occhi”.Già lo stesso titolo è emblematico di come l’associazione abbia voluto dare spazio alle emozioni degli ospiti trasferendole su tela. Ben 60 concorrenti vi hanno partecipato, e tutti si sono ritrovati nel Castello del Malconsiglio, colorato dalle bandiere di provenienza dei migranti, il 14 Luglio, per l’evento conclusivo del concorso di pittura e per fare comunità tra la comunità di Miglionico. L’Associazione Nazionale Bersaglieri ha dato il via alla manifestazione con il concerto della fanfara in Piazza Popolo per poi spostarsi nel maniero medioevale dove la manifestazione ha visto la sinergia tra istituzioni e religione, con la presenza del primo cittadino Angelo Buono, del presidente del Consiglio regionale, Vito Santarsiero e di diversi presidenti delle cooperative che ospitano i migranti in Basilicata e il vescovo dell’acridiocesi di Matera Irsina Don Pino Caiazzo il parroco di Miglionico Don Mark Stanislaus, il pastore evangelico Luca Reina e il musulmano Sanogo Sekou.”L’obiettivo del concorso era quello di dimostrare che con l’arte e la cultura si riescono a superare ogni barriera ideologica, politica e religiosa” ha detto la presidente dell’associazione promotrice “Culture in Movimento”. E infatti nulla di più bello c’è stato se non nel vedere un piccolo paese di provincia multietnico e pieno di storie da condividere.

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