Identità, giovani e fede. A Pomarico (MT) celebrazioni in onore di San Michele Arcangelo - trmtv

Identità, giovani e fede. A Pomarico (MT) celebrazioni in onore di San Michele Arcangelo

L’identità dei piccoli borghi lucani è scandita da poche semplici cose.Il buon cibo, la bellezza dei luoghi, e sopratutto la fede. Pomarico, nel materano, è uno di quei piccoli paesi della Basilicata, che trova un momento identitario e rigenerativo attraverso le celebrazioni in onore del Santo patrono San Michele Arcangelo, i cui festeggiamenti si sono conclusi il 9 Maggio, dopo 3 giorni. Una festa che riesce a raccogliere, forse, più di tante altre, l’intero spirito cittadino, sopito in larga parte per il resto dell’intero anno.I cittadini sono legati alla figura del principe del cielo, non per semplice abitudine, ma per un miracolo avvenuto nel 1757. Si narra infatti, che a seguito di una grave carestia, Pomarico fosse in ginocchio, ma un giorno presso un commerciante barese, un signore di nome Michele, ordinò otto traini di grano, offrendo in pegno un anello. Grazie a lui la popolazione si salvò, anche lottando con ferocia per accaparrarsi un po’ di grano presso Colle di Sisto. (momento che viene annualmente ricordato con una rievocazione dalla Proloco locale). Dal momento che il commerciante doveva essere pagato, e nessun Michele residente nella cittadina corrispondeva alla descrizione, qualcuno richiamò l’attenzione sull’effige di San Michele Arcangelo che si trovava in chiesa, a cui, guarda caso mancava proprio un anello.E ancora oggi dopo 261 anni da quell’episodio, è viva nella cittadina la fede per il suo santo patrono. E ognuno contribuisce come può per essere partecipe alla festa in suo onore. Chi con un voto, veste i propri figli da piccoli angeli; chi decide di portare il palio che protegge la sacra statua durante la processione; l’amministrazione comunale con la cosiddetta “offerta della cera” o piccoli artigiani locali che dedicano la loro arte e il loro tempo per donare un’opera alla comunità. Insomma una festa fortemente sentita, più di tante altre.Ma è una fede intima e riservata, a tratti anche moderna, quella che vivono i cittadini di Pomarico; dove sfavillanti luminarie o bravi intrattenitori serali, passano sempre in secondo piano, rispetto al sentimento di coinvolgimento di tutti.Anche dei giovani, sopratutto gli studenti fuori sede, che vivono le celebrazioni come un momento per tornare a casa e salutare il santo patrono come un fratello, un amico che ha aiutato molti nei momenti di difficoltà.Ed è a loro rivolto il monito lanciato anche dal segretario del comitato feste cittadino. C’è bisogno del cambio generazionale, altrimenti questa festa, e quindi anche il paese Pomarico, non avrà un futuro.

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