Messa di Pasqua a Matera.Mons. Caiazzo: ” Le donne cristiane come le donne del sepolcro, coraggiose e determinate”

Il giorno più importante per i cristiani, Domenica di Pasqua è la Domenica per eccellenza. Celebrando la resurrezione di Gesù Cristo, il mondo cattolico ogni anno ricorda il sacrificio dell’uomo figlio di Dio, e trasmette il messaggio di pace, e di speranza, messaggi oggi più che mai necessari per l’umanità.Gli annunci di Dio sono sempre una sorpresa perché il nostro Dio è il Dio delle sorprese. Per dirlo con il linguaggio dei giovani: la sorpresa è un colpo basso. Non te lo aspetti, Lui va e ti commuove”. Così Papa Francesco si è rivolto ai suoi fedeli nell’omelia a braccio in piazza San Pietro durante la celebrazione della messa di Pasqua. Presenti migliaia di fedeli, 300 sacerdoti, 150 vescovi e 25 cardinali. “La nostra fede nasce il mattino di Pasqua: Gesù è vivo! Questa esperienza è il nocciolo del messaggio cristiano”, ha detto Francesco in un tweet. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera -Irsina,in Basilica Cattedrale a Matera, invece, per annunciare la Resurrezione di Gesù, si fa aiutare nella sua omelia, dalla figura della donna. Le donne cristiane sanno di essere l’immagine della Chiesa, Maestra e Madre. Hanno dentro la forza della vita, che diventa bellezza infinita, quando insieme al maschio, mostra il volto di Dio- ha detto. Quindi le donne sono le prime testimoni della Risurrezione e nessuno può essere discepolo di Gesù se non è testimone della Risurrezione.

“Oggi si avverte il bisogno, l’urgenza di testimoni veri, capaci di raccontare l’incontro con il Risorto. È impegnativo: richiede determinazione attraverso un cuore pieno di amore, capace di donarsi. Richiede capacità di trovare un linguaggio nuovo in una umanità che, al contrario, si rivela nemica della vita e amante della morte. Sono queste donne che c’insegnano a ritrovare la libertà dell’essere figli di Dio, di appartenere a lui, di essere testimoni di Cristo: “Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà”. Donne, testimoni del Risorto, non schiave dei sentimenti e della prepotenza di uomini dalle menti malate che, incapaci di vera affettività, mettono fine alla loro vita o a quella degli affetti più cari: i figli! Donne libere, testimoni del Risorto, che sanno dire “si” alla vita, accogliendola e servendola, come dono di Dio, dal concepimento alla morte naturale. Donne vere, testimoni del Risorto, capaci di mostrare la loro bellezza, le loro capacità tanto da coinvolgere gli uomini a seguire Gesù, amore infinito. Celebrare la Pasqua, scambiarsi gli auguri, diventa pertanto impegnativo per ciò che comporta: occorre essere testimoni reali che festeggiano la vita e la nutrono con il cibo eucaristico per avere la vita eterna. Tutti, come le donne del Vangelo, siamo invitati ad andare per le strade del mondo ed annunciare che Gesù Cristo è davvero risorto attraverso fatti concreti della nostra esistenza. Diventeremo credibili se saremo capaci di annunciare ciò che diciamo”

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