Rotondella, in provincia di Matera, festeggia i 500 anni dalla fondazione

Il piccolo borgo lucano sta preparando con cura le celebrazioni per ricordare i suoi primi 500 anni di storia. Almeno a partire da quel 1518, anno in cui sul colle che affaccia sullo jonio il principe di Salerno, Ferrante Sanseverino pose la prima pietra sui venne edificato l’abitato moderno con il palazzo Baronale e l’adiacente Torre di Avvistamento, unica superstite dell’antico complesso.

La storia di questi ultimi 5 secoli di Rotondella è scandita dalle vicende legate alle diverse e importanti famiglie del passato: dagli Agnese ai Doria, dai Carafa ai Calà. Una storia che, tuttavia, non si esaurisce soltanto nei suoi ultimi 500 anni, ma ha radici più remote che la comunità avrà modo di recuperare nel corso di quest’anno celebrativo.

Il logo per i 500 anni di Rotondella

A darne l’annuncio è il sindaco del centro ionico Vito Agresti che per l’occasione ha promosso la realizzazione di un logo dalla particolare simbologia. Si tratta più propriamente di un sigillo, che con la sua “rotondità” richiama graficamente la struttura architettonica del centro collinare e avvolge la comunità in un abbraccio ideale. Il doppio tondo ricorda la moneta cui è ispirato, la “500” lire che, forse non tutti sanno, deve la sua ideazione proprio a Nicola Ielpo, illustre rotondellese scomparso nel 2012. Fu proprio Ielpo, ex Direttore della Zecca dello Stato nel 1982, a depositare il primo brevetto per la realizzazione della popolare moneta bimetallica.

Alla sua figura è legato anche il Museo Numismatico, di prossima apertura che metterà in vetrina le monete da lui donate alla comunità e rappresenterà un richiamo culturale importante anche in vista di Matera 2019.

“E c’è poi il numero 500, di colore albicocca” tiene a sottolineare con orgoglio il sindaco “riferimento esplicito al frutto più rappresentativo della fiorente agricoltura del territorio”.

Vito Agresti – sindaco di Rotondella

Numero che guarda al passato ma anche al futuro con la sinuosità delle forme che ricordano “i tornanti e le collinette rotondellesi”, sviluppate sul logo-sigillo da sinistra verso destra “in segno di augurio per i cinquecento anni che verranno”.

“Auspichiamo che il cinquecentenario sia l’occasione per un richiamo unitario della comunità e un certo orgoglio di appartenenza” ha detto il sindaco Agresti, che ha annunciato anche un piano di celebrazioni che festeggeranno degnamente il compleanno, con iniziative che “dovranno accrescere questo senso di comunità, per un territorio che vive un momento delicato come tutti i piccoli comuni ma che non deve perdere le speranze per il rilancio”.

Per le immagini di Rotondella nel servizio tv si ringrazia Giovanni Cucari

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