Gas: Puglia nega intesa su collegamento Tap a rete nazionale

La Giunta regionale pugliese ha espresso parere contrario all’intesa che il governo ha raggiunto con Tap per la realizzazione del metanodotto, lungo 55 chilometri, che dovrà collegare il Trans adriatic pipeline (Tap), alla rete dei gasdotti italiani. La Regione informa che l’intesa per il metanodotto proposto da Snam Rete Gas quale opera di congiunzione del Gasdotto Tap, è stata negata con una delibera in cui si ritiene che non sussistano elementi conoscitivi, tecnico ambientali e progettuali sufficienti.
In particolare, “le motivazioni sottese” sono anche “connesse alla diffusione della Xylella (batterio che sta essiccando gli ulivi nel Salento, ndr) su tutto il territorio regionale”, e “alla impossibilità di movimentare materiale vegetale di ‘specie ospiti’ all’interno dell’area”. Nella fase di contrattazione che si aprirà con il Mise “l’amministrazione regionale potrà far valere le proprie richieste: a garanzia del miglior inserimento possibile dell’opera nel territorio e per definire, insieme alle autorità competenti, i criteri di definizione e analisi del prezzo ai fini della determinazione della tariffa energetica a carico dei propri cittadini”. Saranno così proposte “condizioni vantaggiose di fornitura per le imprese sul proprio territorio, agevolando conseguentemente i necessari percorsi di decarbonizzazione dei processi industriali e produttivi e del generale assetto emissivo ed immissivo insistente sul territorio pugliese”. La Regione Puglia “rileva una generale carenza di adeguate misure di compensazione a fronte della circostanza che il territorio regionale è destinato a divenire area di transito dei corridoi internazionali che veicolano ingenti quantitativi di gas a beneficio del sistema Paese e degli altri stati mitteleuropei”. Il governatore Michele Emiliano evidenzia che “l’opera sulla quale si richiede l’intesa sia del tutto inutile, e per certi versi viziata dall’intento di connettere con ben 55 chilometri di gasdotto che saranno realizzati in tariffa a spese del consumatore italiano, un’opera privata come Tap, sia pure di interesse pubblico, a causa della pervicace intenzione di realizzarla sulle spiagge di San Foca anziché, come richiesto dalla Regione Puglia, in aree più a nord e di minor pregio ambientale”. “Ove la richiesta della Regione Puglia fosse stata accolta – conclude Emiliano – di questo lungo gasdotto che dovrà estendersi nel territorio di diversi comuni, costringendo al movimento di migliaia di ulivi, non ci sarebbe stato alcun bisogno, o comunque tale opera di collegamento sarebbe stata di dimensione e costi fino a cinque volte inferiori”.
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