Frana Montescaglioso (Mt) del 2013, lettera del sindaco e del presidente del Cottam al premier Gentiloni

In una lettera aperta inviata al premier Gentiloni, il sindaco di Montescaglioso, Vincenzo Zito, torna sulla frana che nel dicembre 2013, a seguito di eventi meteorici eccezionali, ha interessato il territorio del materano, uno smottamento, dice, definito dai luminari del settore, come uno dei più grandi d’Europa. Un territorio collinare di oltre 70 ha si è mosso verso valle, portando con se fabbricati civili, attività produttive e commerciali e, solo il caso e la lentezza dello spostamento hanno consentito di evitare la perdita di vite umane. La lunga lettera, condivisa con il Presidente del COTTAM (Comitato Tutela Territorio ed Ambiente), Giovanni Mianulli, rimarca Zito, nasce dall’esigenza di evidenziare le particolari criticità che Montescaglioso, da quel terribile giorno, è costretta a subire. Tale catastrofe ha prodotto gravissimi danni sia diretti alle infrastrutture ed al patrimonio edilizio privato, che indiretti all’economia locale, con la preclusione dell’accesso più importante alla Città che, di fatto, ha messo in ginocchio tutto il sistema produttivo, turistico e commerciale. L’evento, inoltre, ha evidenziato che la programmazione dello sviluppo urbano di Montescaglioso, che guardava verso la Valle del Bradano-Metapontino, dice ancora il primo cittadino, non può più continuare e, non essendoci alternative e tenuto conto dell’orografia del territorio, pone un serio problema sul futuro della comunità. Nel fare riferimento ai vari stanziamenti di fondi, tra promesse mantenute e disattese, Zito e Mianulli, nella lunga lettera, chiedono al premier Gentiloni, l’attenzione che il territorio merita, che si dovrebbe tradurre in un interessamento affinché, quanto prima, vi sia uno stanziamento di fondi per completare il secondo step per circa 2milioni di euro; l’inserimento tra le priorità massime nel progetto “ReNDis” di un ulteriore risorsa di 7 milioni per il terzo ed ultimo step, necessaria al consolidamento definitivo dell’abitato e la modifica del delibera del Consiglio dei Ministri del 26.07.2016, per consentire la delocalizzazione delle unità produttive presenti nell’area in zona frana e permettere ai privati titolari di immobili di essere ristorati o, in alternativa, l’approvazione di altro provvedimento che permetta di risolvere le problematiche indicate. E’ bene, questa poi la chiusura, che ciascuno si prenda delle responsabilità e, sono certo, che Lei farà la sua parte.

Share Button