Potenza. Ponte Musmeci: Giunta comunale delibera verso la candidatura Unesco

Primo passo istituzionale verso la candidatura del Ponte Musmeci a Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. La giunta comunale di Potenza, nel corso dell’ultima seduta, ha infatti deliberato l’adesione al Comitato promotore per l’importante candidatura del Viadotto dell’Industria sul fiume Basento: struttura visionaria dell’architetto romano Sergio Musmeci, ideata nel 1967 e completata nel 1976, considerata unica a livello internazionale per la sua membrana in cemento armato a quattro campate che introduce verso il cuore pulsante del capoluogo lucano.

Lo scorso ottobre, un gruppo di cittadini aveva colto l’occasione del primo TEDxPotenza per lanciare la proposta, poi confluita nell’associazione di promozione sociale Passaggio Ponte. Importante anche lo storytelling digitale intitolato “La ricerca della forma. Il genio di Sergio Musmeci”, documentario con interviste e immagini inedite prodotto dalla realtà lucana Effenove e presentato per la prima volta nel 2016 al Maxxi di Roma, il quale ne aveva acquisito anche planimetrie e disegni originali dell’opera per l’esposizione nelle collezioni di architettura del XX secolo.

L’iter verso il riconoscimento UNESCO è alle prime fasi ma già delineato. Il Comune di Potenza, dal canto suo, dovrà avere il via libero definitivo tramite il Consiglio per entrare a far parte del Comitato Promotore, grazie all’impegno del Comitato Giovani Unesco della Basilicata aperto al contributo di tutti. Tra i soggetti invitati a dare man forte: il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della provincia di Potenza, proprietaria dell’immobile, e la Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali della Basilicata.

Per raggiungere l’obiettivo però non basterà solo completare i tasselli burocratici fino alla presentazione di un vero e proprio dossier. Decisivo sarà il coinvolgimento e protagonismo della stessa comunità, come accaduto ad esempio con i Sassi a Matera. Solo così quel ponte caro a Musmeci, nascosto alla bellezza per anni e necessario di cure, potrebbe divenire un simbolo ritrovato dell’identità potentina pronto alle sfide future.

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