Truffa Manteca. Pericolo ordine pubblico a Rione Lucania, migranti dinanzi la Prefettura

Un timore più che concreto quello che serpeggia in Rione Lucania a Potenza, dove dal 2013 viene ospitato il maggior numero di migranti richiedenti asilo in città. Un numero crescente, accolto di buon grado da residenti e comitato di quartiere, negli ultimi tempi divenuto problema non più rinviabile.

Arrivati dall’Africa subsahariana, i maschi adulti, di età media compresa tra i 20 ed i 30 anni, si trovano principalmente in appartamenti di via Racioppi, Via Palladino e via Nitti. Sono gestiti dalla società Manteca, il cui amministratore Michele Frascolla è da venerdì scorso agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa aggravata per il conseguimento di fondi pubblici.

Ufficiosamente dovrebbero essere un centinaio, ai quali si aggiungo degli altri, donne comprese, per momenti conviviali e brevi soggiorni.

In mattinata, un gruppo sui è presentato in Prefettura per chiedere di essere ascoltato. Ad emergere, la mancanza da tre anni dei documenti sullo status di richiedente asilo e, nell’immediato, due mesi senza percepire il pocket money statale di 2,50 euro al giorno, cibo e vestiario.

La neo amministratrice nominata dal Tribunale, presente al sit it, ha fatto sapere che dallo scorso aprile la Manteca avanza un credito per i servizi d’accoglienza intorno ai 600 mila euro ed ha chiesto sostegno ad una banca per risolvere la situazione. In ultima analisi, il coinvolgimento della Caritas. Entro lunedì prossimo, i migranti vorranno vederci chiaro prima di tornare a protestare. Si spera che non accada prima, nella polveriera di Rione Lucania.

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