Dopo il 25 aprile dimenticato a Potenza, a Matera scoppia la polemica sul “Primo Maggio”

A quante pare in questo momento storico per la Basilicata c’è grande attenzione sulle ricorrenze importanti che hanno segnato il “cammino verso la libertà”. Fuor di retorica (e di ogni polemica di campanile) è vero che se da un lato Potenza dimentica di ricordare il 25 aprile dall’altro Matera, non solo lo celebra e in “pompa magna” come si suol dire, ma si porta avanti con il “lavoro” sulle prossime ricorrenze. In ordine di tempo, una molto sentita dalla comunità è quella che riguarda il primo maggio.

Il caso scoppia in Consiglio Comunale al termine del voto che licenzia a maggioranza (19 favorevoli e 9 contrari) il rendiconto di Bilancio 2015.

Tutto accade in pochi minuti, quando Adduce si alza dai banchi dell’opposizione per presentare al presidente del Consiglio Comunale Tortorelli una mozione firmata da una diecina di consiglieri di minoranza e maggioranza.

Forza Nuova Basilicata, sulla propria pagina Facebook annuncia infatti che per il prossimo primo Maggio “Lotta Studentesca” scenderà in piazza a Matera e Treviso “con due manifestazioni nazionali simultanee sul tema della disoccupazione giovanile”.

I dieci consiglieri firmatari del documento presentato da Adduce rilevano che: “Il 1° maggio a Matera non può essere sfregiato da una manifestazione di Forza Nuova che si ispira a ideologie fasciste, naziste, antisemite, contro gli immigrati e gli omosessuali”.

Questo quanto almeno è proposto nell’ordine del giorno presentato da Adduce dopo un’accesa discussione che ha registrato anche il “generoso” tentativo (così lo definisce l’ex sindaco) del consigliere Paolo Manicone di elaborare una stesura del testo che potesse vedere l’intero consiglio comunale unito nel voto.

Apriti cielo. I primi a chiedersi se sia o meno opportuno che a vietare un corteo (e non una manifestazione come indicato nel documento) sia l’assise comunale, sono i consiglieri Toto e Casino di Forza Matera insieme a Lepiscopia.

Tortorelli ricorda che la richiesta dell’associazione studentesca legata al movimento “Forza Nuova” è arrivata “solo” per conoscenza al Comune di Matera ma che in caso di corteo la competenza spetta alla Questura.

Nel frattempo però il sindaco de Ruggieri, intravede nell’azione di Adduce un tentativo strumentale di dividere la maggioranza e chiede una sospensione ed aggiornamento della seduta allo scopo di uscire da “una secca che qualcuno ha intelligentemente creato”.

Al momento della conta i lavori vengono aggiornati: manca il numero legale, ma il dibattito in città inizia a riscaldarsi. Non solo nel social network, come ormai da prassi, ma anche tramite comunicati stampa. A metà mattinata riceviamo in email un comunicato destinato al prefetto, questore e sindaco di Matera, firmato dall’associazione nazionale dei partigiani (Angelo Tataranno), da “Diritti di Cittadinanza) di Angelo Bianchi, da Manuela Taratufolo (CGIL Matera) da Chiara Prascina (l’Altra Europa con Tsipras) e da Giuselle Miolla (di SEL) che rimarcano la cultura “antifascista” della città e invitano i cittadini a “non farsi travolgere nella provocazione mostrando attaccamento ai principi democratici di libertà”.

La polemica è servita. E nelle prossime edizioni saremo sicuramente impegnati a rendicontare i prossimi botta e risposta che arriveranno.

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