Taranto, Riti: la notte dell’Addolorata alla ricerca del Figlio

imageSono uscite puntuali, dalla chiesa del Carmine, in piazza Giovanni XXIII e dalla porticina alle spalle, in via Ciro Giovinazzi, le prime “poste”. Le poste, proprio come quelle del Rosario, pregato lungo l’intero percorso. Vanno due a due, i perdoni. A piedi nudi. Il volto, coperto dal cappuccio bianco. Parte così il pellegrinaggio per la tradizionale visita ai sepolcri.

Da via Giovinazzi, le coppie, hanno visitato la chiesa di San Francesco di Paola, poi il Santissimo Crocifisso, il Carmine e San Pasquale. Le poste uscite invece da piazza Giovanni XXIII hanno fatto tappa al Duomo di San Cataldo, a San Domenico e a San Giuseppe, in città vecchia, dove s’incontrano le prime bande con le famose marce funebri.

Giovedì santo, quindi, apertura dei riti. E giorno della celebrazione della lavanda dei piedi, al Duomo, con l’umile gesto compiuto dal vescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro ai dodici. Quest’anno pescatori, come i discepoli e, in particolare, segno della città dei due mari. E poi, a culmine della giornata, l’uscita dell’Addolorata dalla chiesa di San Domenico. Un pellegrinaggio più che una processione: Maria per tutta la notte sarà alla ricerca del figlio, arrestato e destinato alla croce.

Share Button