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La magistratura barese indaga sugli abusivi che occupano una scuola di Modugno

Tra i 18 indagati ci sono anche gli ultimi 3 sindaci. Il primo cittadino Magrone: avviate pratiche di sgombero ma non mi avventuro in “atti da sceriffo”, ci sono dei bambini

Nicola Magrone - sindaco di Modugno (BA)Una proroga delle indagini per i reati di abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio è stata notificata da militari della Guardia di Finanza a 18 persone, fra ex ed attuali dirigenti e amministratori del Comune di Modugno. La vicenda riguarderebbe l’occupazione abusiva da parte di terzi non autorizzati di immobili comunali.

Si tratta di dieci nuclei familiari con bambini a carico che – alcuni da più di un decennio – vivono all’interno di locali di pertinenza di edifici scolastici.

Le indagini, avviate alcuni mesi fa, sono coordinate dal pm Marco D’Agostino. La proroga è stata notificata agli ultimi tre sindaci che si sono avvicendati, Nicola Magrone in carica, Pino Rana e Mimmo Gatti, ai commissari prefettizi che hanno governato la città nei momenti di vuoto amministrativo, agli ex assessori comunali alla Pubblica Istruzione e ai dirigenti dei settori Patrimonio, Cultura, Servizi Sociali, Ufficio Legale e Lavori Pubblici, oltre all’ex city manager e all’attuale segretario comunale.

Il periodo preso in considerazione, quindi, riguarda almeno gli ultimi quindici anni. Un mese fa, proprio a causa dell’occupazione abusiva di un deposito interno ad una scuola elementare di Modugno, una persona è stata arrestata perché vi aveva nascosto mezza tonnellata di fuochi d’artificio di fabbricazione cinese.

“Abbiamo il dovere di garantire un’alternativa, non possiamo mettere per strada famiglie con bambini” l’inchiesta credo che sia “una cosa buona, perché potrebbe aiutare a trovare finalmente una soluzione. Ci dicano dove mandare i bambini, senza farli dormire per strada”.

Il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, commenta così l’indagine della magistratura barese relativa all’occupazione abusiva delle scuole, spiegando che “una cosa è affrontare questa, che è una questione antichissima e incancrenita, dal punto di vista legale, altra cosa è affrontarla dal punto di vista amministrativo, perché – ha detto – a noi tocca stabilire un equilibrio tra l’esigenza di rispettare le norme e la ricerca di una soluzione alternativa: il mio problema è dove mandare queste persone”.

Magrone spiega di aver affrontato la questione fin dal 2013, ricordando che dalla lettura degli atti delle precedenti amministrazioni emerge che “anche i miei predecessori si sono mossi con diffide, ordinanze e richieste di intervento al prefetto”.

Da parte sua, Magrone spiega di aver chiesto una relazione ai servizi sociali e di aver dato agli uffici un atto di indirizzo finalizzato allo sgombero di quei locali, ma “con le dovute cautele perché ci sono bambini. Non mi avventuro – ha detto il sindaco – in atti da sceriffo”. (ANSA).

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