Potenza, chiusura “caring service” Telecom Italia: mobilitazione del Consiglio Comunale

Schermata 2013-09-20 alle 17.44.53POTENZA – Telecom Italia, ormai ex azienda principe del settore telecomunicazioni in Italia, guarda sempre più all’Europa. Lo fa, però, a discapito del belpaese, del meridione, della Basilicata e della città di Potenza. Lo fa per salvare se stessa dal problema ampio di indebitamento.

La considerazione è frutto della decisione preoccupante, in termini di servizi al territorio e sul fronte occupazione, che riguarda la paventata chiusura della divisione “Caring services” aziendale nel capoluogo di regione lucano. La notizia è nota da mesi ma torna d’attualità con l’azione della politica regionale e cittadina che – seppur in netto ritardo – proverà ad evitare l’ennesimo taglio operato al tessuto economico locale.

L’esempio Telecom va analizzato: la dirigenza ha deciso di procedere alla chiusura del presidio in Via Nitti a Potenza, il quale occupa 34 unità con buona fetta al femminile di età media sui cinquant’anni. La motivazione, diffusa in una nota diffusa nello scorso mese di febbraio, suona come trita e ritrita in epoca di riorganizzazioni dettate dalla crisi economica e dalle programmazioni nel libero mercato: Infatti, è stato chiuso di recente un accordo tra società e sigle sindacali prevedendo la chiusura delle 47 sedi italiane con trasformazione dell’attività lavorativa in modalità di telelavoro, questo per risparmiare sul costo degli operatori che (secondo l’azienda) supera quello di mercato del 30%.
Da qui la scelta di guardare ad altri Paesi europei con buona pace di Potenza e altri centri italiani che si vedono scippati dell’attività di call center e customer care. Quali Paesi? E’ presto detto: Albania o Romania, dove il singolo operatore arriva a costare non più di due euro l’ora nonostante condizioni di lavoro massacranti poco remunerative.

Dopo la mobilitazione della Cgil Basilicata e della politica regionale con il Partito Fratelli d’Italia – a richiamare fortemente l’attenzione al tema – adesso è il turno del Consiglio comunale di Potenza.
È del 17 settembre, infatti, l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno presentato dal consigliere Rocco Fiore per scongiurarne la chiusura.

“Il consiglio comunale – si legge tra le righe della nota diffusa a mezzo stampa – ha formalmente investito l’Amministrazione Comunale nella persona del Sindaco affinché vengano messe in campo tutte le possibili azioni volte a scongiurare la dismissione e la chiusura del servizio caring della città di Potenza della società Telecom Italia evitando le drammatiche conseguenza per le unità lavorative interessate da tale provvedimento sollecitando, anche gli altri Enti istituzionali presenti sul territorio regionale con particolare riguardo alla Regione Basilicata anche al fine di salvaguardare e potenziare il ruolo di “città di servizi” da tutti riconosciuto al Capoluogo di Regione nonché i comuni della Basilicata per il tramite dell’Anci Regionale.”

La società Telecom Italia, privatizzata nel 1997, è presente nella città di Potenza sin dal 1989 con il servizio di caring service (call center ovvero 187 assistenza commerciale) considerato fino a poco più di un anno fa il Core Buiseness dall’azienda stessa poiché attiene la cura e la gestione del cliente.
Il timore di un completo abbandono della terra lucana è assai giustificato e condiviso con altre realtà italiane. L’ultima parola passa però al consiglio d’amministrazione della società, chiamato a prendere una posizione anche sulle opzioni di scorporo. Quest’ultime necessarie al salvataggio dell’intero gruppo ivi compresi i suoi lavoratori.

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