Sunia: la musica dal vivo disturba i sonni degli abitanti del Centro storico e dei Sassi. E scrive al Prefetto

Schermata 2013-07-17 alle 17.23.23MATERA – In una lettera indirizzata al Prefetto della provincia di Matera, Franco Casertano del Sunia, in rappresentanza di una rete di associazioni materane, scrive per chiedere a Luigi Pizzi di preservare la tranquillità degli abitanti del Centro Storico e dei Sassi di Matera.

Casertano scrive: “Da parte di numerosi residenti in diverse zone della Città ed in particolare del centro storico sul ‘piano’ e nei Sassi viene nuovamente sollecitato l’intervento delle nostre associazioni per porre termine ad una situazione non più sostenibile per loro a causa dei continui disturbi al riposo notturno determinati da emissioni sonore con musica live o con l’impiego di strumentazione elettronica da parte di taluni pubblici esercenti sia fuori che all’interno dei rispettivi locali”.

La situazione, a leggere il comunicato pare essere davvero drammatica e fuori controllo visto che “i residenti lamentano che detti fenomeni, estremamente fastidiosi (la musica dal vivo NdR), che mettono a serio repentaglio la loro salute, si protraggono nelle ore notturne anche fino all’alba”.

Il tema è sicuramente delicato, anche perchè in molti in questi anni hanno deciso di stabilire la propria dimora nel cuore dei Sassi o del Centro Storico di una delle città più vitali sotto il profilo culturale e che in questi ultimi anni si propone quale candidata a Capitale europea della cultura. Quindi probabilmente i “sonni” dei residenti saranno sempre meno tranquilli.

Chi ha scelto di andare a vivere nei Sassi o in Centro, come accade in qualunque altra città a forte vocazione turistica, forse lo ha fatto con una ridotta consapevolezza, dal momento che già da svariati decenni la città grazie all’opera delle vitalissime associazioni e dall’intraprendenza dei vari locali nei quali si suona musica dal vivo, si pone come grande attrattore culturale e turistico.

Infatti il comunicato prosegue sottolineando che: “I residenti, pur comprendendo le giuste ragioni degli operatori economici per un corretto svolgimento delle rispettive attività economiche, nondimeno ritengono che vadano rispettati di pari merito i loro vitali diritti ed altresì l’immagine stessa di una Città che vuole qualificarsi città d’arte e di cultura internazionale. L’increscioso fenomeno finisce per ritorcersi anche a scapito dell’immagine che la Città offre di sé a visitatori e turisti che vi soggiornano per il mancato rispetto delle norme, per la deficienza nella cura del decoro e della buona disciplina civica, nonché per l’assenza di vigilanza e di sanzionamento per chi non rispetta le disposizioni”.

La rete di associazioni, nel ricordare che la polizia municipale materana dopo le 22.30 non svolge attività di vigilanza, arrivano a richiamare gli articoli del codice penale (81 e 659) che sanzionano finanche con la reclusione quanti “disturbano con schiamazzi o rumori emessi da strumentazione sonora il riposo notturno” e arrivano ad invocare l’ordinanza del Sindaco Minieri (del 2002) sulla verifica dell’omologazione degli strumenti di emissione sonora ed ai requisiti amministrativi per l’esercizio dell’intrattenimento dentro e fuori i locali.

Se questi sono i presupposti, ora per i gestori di locali, ed i turisti che in numero sempre maggiore li frequentano, non resta che sperare nel buonsenso del Prefetto di Matera al quale è richiesto lo sforzo, non facile, di coniugare le esigenze di quanti di sera vogliono dormire e si sentono “disturbati dalla musica” con quelle di un’intera città e del suo tessuto economico e culturale che, cogliendo la sfida di una città proiettata verso ambiziosi traguardi futuri, desidera semplicemente crescere, prosperare e lavorare senza pesanti imposizioni o ostacoli su questo percorso.

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