Un’antenna telefonica ad Agna scatena la protesta dei residenti del quartiere materano

MATERA – Un’antenna per agevolare i contatti tra utenti di una compagnia telefonica mobile. I tecnici incaricati dell’istallazione, a sentire gli abitanti del quartiere Agna, avrebbero lavorato al buio: una notte intera ed ora il traliccio alto una trentina di metri è lì a fare bella mostra di sé. Con questa infrastruttura sale a quattro il numero delle antenne presenti nel rione. Protestano i residenti guidati dal parroco padre Basile Gavazzeni. Con loro da stamattina c’è anche il consigliere comunale del Partito Democratico, Angelo Cotugno. L’esponente dell’assemblea municipale sottolinea in particolare le responsabilità che sulla questione vanno attribuite all’amministrazione comunale che “non dotandosi di nessuno strumento di regolamentazione, lascia campo libero – dice – agli speculatori che riparandosi dietro una norma nazionale estremamente permissiva, si permettono di installare l’antenna a pochi metri da una scuola, dalle abitazioni e dai locali della parrocchia di Sant’Agnese. L’antenna è in via Frangione e con i suoi trenta metri svetta addirittura su una delle scuole medie inferiori più popolose della città. Padre Basilio Gavazzeni, preoccupato per effetti sulla salute che potrebbero derivare dall’antenna, parla di pirati dell’etere che agiscono quando la gente dorme. Cotugno, intanto, si dice convinto che l’amministrazione comunale debba bloccare immediatamente l’attivazione della strumentazione. Inoltre, sollecita che siano rispettate le condizioni precedenti all’abuso edilizio. Infine, un appello all’assemblea muncipale: va approvato in fretta il regolamento per l’installazione di antenne per la telefonia mobile in città.

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