Cimiteri a cielo aperto sul colle di Timmari

Una delle vasche in questione

MATERA– Come spesso accade in Italia, prima di correre ai ripari in una situazione di pericolo occorre che ci scappi il morto. Matera non è da meno rispetto a questo malcostume e, nella fattispecie, il morto ci è già scappato. Perché sul colle di Timmari, è il caso di avvertire la popolazione, ci sono dei veri e propri cimiteri a cielo aperto.

Si tratta di alcune vasche dislocate in fondo al borgo, utilizzate nei decenni scorsi dalla Forestale come riserva d’acqua per attività di rimboschimento della zona e poi abbandonate senza essere state messe in sicurezza. Non si sa esattamente quante ce ne siano, ma in due di queste, nei pressi di un’abitazione rurale abbandonata, nell’arco di un paio d’anni, hanno già trovato la morte una decina di cani. Ieri pomeriggio i Vigili del Fuoco e i volontari di Legambiente di Matera, alla presenza dei Carabinieri, ne hanno tirati fuori altri tre insieme a una volpe.

Si tratta di due labrador, rispettivamente di dieci e di due anni e mezzo, di proprietà di un veterinario residente nei pressi, e di un terzo cane non ancora identificato. I primi, tra l’altro in modo inconsueto, si erano allontanati dalla residenza del padrone venerdì scorso. E’ stato proprio lui, messosi alla ricerca con la moglie, a fare il macabro ritrovamento ieri mattina, in una delle due vasche profonde circa 7 metri e piene a metà di acqua putrida. Forse i due cani di razza sono precipitati nel vano mentre inseguivano la volpe.

Per chi ama davvero gli animali, perderli è come trovarsi di fronte alla perdita di caro congiunto. In questo caso, però, al dolore si aggiunge la rabbia: la zona dove sussistono le vasche, infatti, è di proprietà comunale – come risulta dalle visure catastali – e più volte, negli anni scorsi, il veterinario ha segnalato il pericolo. Sul posto sono intervenuti il Corpo Forestale, la Polizia Municipale, persino l’ufficio tecnico comunale. L’ultima volta, l’anno scorso, un funzionario municipale ha severamente intimato al professionista preoccupato di non recintare gli spazi di sua iniziativa, incaricando invece la Polizia provinciale di appurare l’effettiva proprietà degli spazi, fin troppo nota. E così è accaduto di nuovo: altri tre cani morti.

Forse il problema è proprio questo, che si tratta di animali. Al Comune così come in ogni altro ente locale, al di là di riempirsi la bocca su quanto sia importante amarli, si fa ben poco per salvaguardarli. Ma questa volta c’è da sperare che queste ennesime perdite servano a invertire la condotta: quei cani erano come dei bimbi; e se la prossima volta dovesse capitare a dei bambini? Per scongiurare il pericolo basta pochissimo, occorrerebbe solo riempire quelle vasche, anche per metà, con della sabbia, delle pietre o dei sacchi di laterizio. Basta solo un po’ di buona volontà.