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Verdi e Generazione Futuro intervengono sul campus universitario di Matera

L'università a Matera

MATERA – Campus universitario di Matera. Chissà quando sarà finalmente possibile dare un’immagine concreta a quella che per il momento resta ancora un’ambizione della città dei Sassi: diventare polo d’istruzione specializzato e attrattivo. La vocazione senza dubbio c’è e il posto pure, ovvero il padiglione Plasmati del vecchio ospedale che ormai da un decennio aspetta di essere riattato. Ma si perde tempo, si parla troppo e si fa poco e così, mentre i giovani lucani continuano a migrare e dall’Università di Basilicata arrivano rassicurazioni sul futuro insediamento a Matera di una – e sia chiaro solo una – delle sei “strutture primarie” di gelminiana creazione, i lavori del campus, tra via Castello e via Lanera, procedono a rilento, a voler usare un eufemismo, nonostante debbano concludersi, secondo il cronoprogramma, nel 2013. E la nuova sede universitaria è sempre più una chimera. A cercare di riportare la questione sui binari del fare, dopo i numerosi interventi di associazioni di cittadinanza attiva susseguitisi negli anni, sono i giovani di Generazione Futuro, che si fanno portavoce dei disagi e dei disservizi che attualmente sopportano gli iscritti al polo materano dell’Unibas, tra spazi insufficienti e strutture inadeguate, che diventano elementi di scarsa competitività, e i Verdi, i quali spiegano che la mancata risoluzione della vicenda campus dipende da un calcolo da manuale Cencelli non ancora risolto a perfezione. Sia Generazione Futuro che i Verdi vedono nell’università l’occasione di un rilancio reale di Matera a livello economico e d’immagine, ma sottolineano al contempo la disparità che ancora una volta il capoluogo di provincia è costretto a subire rispetto al capoluogo di regione. I primi, però, in conclusione fanno appello a Provincia e Regione affinché forniscano risposte concrete sia sui disagi che sullo stato di avanzamento dei lavori; i secondi, invece, si rivolgono al Rettore, perché si faccia promotore, con la voce grossa, nel chiedere maggiori finanziamenti e pari dignità tra le due province, perché la cultura non ha confini, e girano la stessa richiesta ai consiglieri regionali materani.

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