Ancora irrisolta la questione dell’inquinamento del torrente Jesce

Il torrente Gravina

MATERA – E’ una delle lacune più vergognose dell’habitat rupestre, il risultato di gestioni perverse di amministrazioni ed enti locali e di un approccio schizofrenico di amministratori pronti ad annunci roboanti cui seguono, a distanza di poco, clamorosi silenzi. In una parola: inoperosità. E così il torrente Gravina scorre ancora inquinato, a causa dello Jesce che vi confluisce già torbido per il malfunzionamento del depuratore di Altamura. Questa cosa la si sa da 25 anni e, come si è detto, ha fatto registrare tante false partenze istituzionali ma nessun atto concreto. Si sa che la colpa è pugliese, i Comuni di Matera e quello di Altamura si sono incontrati più volte, così come le Regioni Basilicata e Puglia. Tutto è fermo al giugno scorso, quando l’assessore lucano all’Ambiente, Mancusi, annunciò di voler chiedere un incontro al suo omologo pugliese, Nicastro, per affrontare la questione. Ed arriviamo a settembre, esattamente al 26, quando con una nota scritta inviata a Mancusi e all’assessore pugliese con delega alla Tutela delle Acque, Amati, l’Ente Parco della Murgia materana è tornato a sollecitare incisivamente l’attivazione di un intervento immediato per la soluzione della questione dell’inquinamento dello Jesce per salvare il Gravina. Di tempo, in realtà, ce n’è sempre meno, perché tale situazione sta generando degrado ambientale mettendo in pericolo l’intero ecosistema. Un’emergenza vera e propria anche per la salute delle persone, tra l’altro in un’area protetta che è parte integrante dei Sassi patrimonio Unesco, e che configura sempre maggiori responsabilità che, con le nuove normative, si trasformano in reati. Il presidente dell’Ente Parco, Pellecchia, in un comunicato diffuso ieri ha sottolineato che “gli enti competenti hanno il dovere e l’obbligo di attivarsi immediatamente e in maniera definitiva. Il perseverare nell’inerzia è un fatto molto grave – ha concluso – considerato l’interesse prioritario della salvaguardia dell’ambiente e della tutela del diritto alla salute e del benessere della comunità”.

 

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