Cantiere di via San Francesco, risponde l’impresa

Il cantiere nei Sassi

MATERA – Uno scempio, un abuso che oscura i Sassi ed una visuale inedita e suggestiva e che serve a nascondere ciò che accade qualche metro sotto. Sulla palizzata in legno che delimita il cantiere di un albergo in costruzione negli antichi rioni, nella zona delle vecchie Gradelle San Francesco, se ne sono dette tante, nel tentativo di farla rimuovere. Ne ha parlato duramente, nelle scorse settimane l’ingegner Piergiorgio Corazza, appoggiato poi da “Città plurale”, ottenendo anche una notevole eco mediatica. Per replicare e quindi smentire ogni voce su presunte “necessità di privacy” all’interno del cantiere ed avvalorare la tesi della “sicurezza necessaria”, l’architetto Cosimo Dell’Acqua, progettista e direttore dei lavori, questa mattina ha accompagnato la stampa all’interno, invitando anche scettici e perplessi a visitarlo in qualunque momento. L’area appartiene all’ambito 23 dei Sassi nel quale, secondo la legge 771, vanno effettuati interventi complessivi e omogenei, poiché l’ambiente, con un’ordinanza sindacale del 1985, è stato completamente intercluso in quanto pericolante. Il complesso, entro un paio d’anni, dovrebbe essere completamente recuperato e riqualificato e diventare un borgo albergo, secondo la destinazione d’uso. La società proprietaria “Di.Erre.Esse.Ti.”, inoltre, realizzerà anche le urbanizzazioni per l’intera zona. Il tutto con fondi privati. Nel gennaio scorso, è stata avviata la ripulitura completa del sito che ha portato alla luce detriti, rifiuti, materiale di risulta e, addirittura, una vecchia Fiat ‘600, visto che negli anni questi locali un tempo demaniali si erano trasformati in discariche nascoste. Inoltrandosi lungo la superficie labirintica, fatta di vicoli, corti, scalinate ripide e stanze più o meno ampie, ci si può rendere conto della sua vastità e del fatto che i lavori, in realtà, si spingono fin sotto la “palizzata della discordia”, in cisterne e ambienti ipogei sottostanti la strada sui cui è stata realizzata, ovvero via San Francesco vecchia. E’ più facile capire, pertanto, che la recinzione serve davvero a delimitare l’area per questioni di sicurezza e che è stata collocata al minimo margine utile per lo svolgimento dei lavori, come risulta anche da un apposito piano di sicurezza presentato all’Ufficio Sassi del Comune. Ma la proprietà, in ogni caso, si dice disponibile a ridefinire, sempre secondo la legge, la modalità di recinzione del sito, sia con l’amministrazione che con i cittadini che si sono opposti, in modo da trovare una soluzione condivisa che non scontenti nessuno e, al tempo stesso, garantisca sicurezza al personale impiegato nel cantiere ed agli avventori esterni.

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