ArcelorMittal, la Consulta: norme scudo cambiate, valuti giudice

Sullo scudo penale per l’ex Ilva sono “sopravvenute” diverse modifiche normative. E a fronte di “una tale evoluzione” del quadro delle disposizioni, “non può spettare che al giudice rimettente valutare in concreto” la loro incidenza “sia in ordine alla rilevanza, sia in riferimento alla non manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate”.

Così la Corte Costituzionale motiva la decisione presa il 9 ottobre scorso di restituire gli atti al gip di Taranto che aveva sollevato la questione di costituzionalità su due norme del 2015 (piu’ volte modificate), che hanno consentito la prosecuzione dell’attivita’ dello stabilimento ILVA ed esonerato da responsabilita’ penale i soggetti che hanno dato e danno attuazione al piano di risanamento.

Il giudice le aveva ritenute non rispettose di vari principi costituzionali, tra cui, anzitutto, quelli relativi alla tutela della salute e dell’ambiente. L’occasione della pronuncia, la riunione di tre procedimenti aperti dalla Procura di Taranto e relativi alle emissioni inquinanti del Siderurgico, due dei quali erano sfociati in richieste di archiviazione proprio per la concessione dell’immunita’ penale. Proprio facendo notare le modifiche normative intervenute, erano stati i legali di Arcelor Mittal e l’avvocatura dello Stato, in rappresentanza del governo, a chiedere il 9 ottobre scorso alla Consulta di restituire gli atti al giudice.

La Regione Puglia aveva chiesto invece alla Corte costituzionale di dichiarare l’incostituzionalità dell’immunità penale.

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