Petrolio in Basilicata, Bardi: “Chiederemo la rideterminazione dell’accordo con Eni”

La Regione Basilicata chiederà la “rideterminazione dell’accordo con l’Eni” per lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio della Val d’Agri.

L’annuncio arriva dal governatore Vito Bardi, in apertura del consiglio regionale straordinario chiesto dalla minoranza di centrosinistra per discutere delle compensazioni ambientali legate alle estrazioni della compagnia del cane a sei zampe, dal 26 ottobre scorso in proroga fino a nuovo accordo, e sulla situazione del nascente sito di Tempa Rossa in capo alla multinazionale francese Total.

Sulla prima, Bardi ha detto di seguire in prima persona, con trasparenza e legalità, “ogni passaggio delle trattative” per il rinnovo della concessione, mentre sulla seconda si è detto vicino al confronto. Entrambe, è emerso, a pieno regime avranno portata di 154 mila barili di greggio al giorno. Piccato dalle polemiche arrivate dai consiglieri di minoranza, il presidente ha chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di rivedere anche tutti gli accordi rispetto alla “realizzazione diinfrastrutture nel territorio sempre a compensazione delle attività estrattive di idrocarburi”.

Tra le repliche d’opposizione, Cifarelli ha rimarcato il danno d’immagine a seguito dello sversamento dal COVA del 2012, Polese ha sì ringraziato Bardi per la chiarezza ma si è scagliato contro l’inopportunità di conferire all’assessore in materia, Gianni Rosa, la gestione di una partita così delicata e per il silenzio delle scorse settimane, l’ex governatore Marcello Pittella ha sottolineato l’eredità del passato con spesa delle royalties su capitoli quali forestazione, università, welfare e trasporti.

Presente a margine il giornalista nonché radicale Maurizio Bolognetti: “il petrolio in Basilicata ha fatto danni – ha detto – lo tengano bene a mente sul fronte istituzionale.”

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