Basilicata, il presidente di Alleanza delle cooperative presenta linee programmatiche e priorità

“La cooperazione oggi continua a essere l’unico soggetto capace di generare equilibrio economico e sviluppo sociale”

A sostenerlo è Giuseppe Bruno, neopresidente dell’Alleanza delle cooperative Basilicata, che a tre settimane dalla sua elezione presenta le priorità programmatiche del nuovo mandato.

“I diversi casi di cooperative che rilevano aziende in crisi, non ultimo il caso Pernigotti, salvato nel suo ramo d’azienda da una cooperativa sociale, ne è un’ulteriore prova. Come ad esempio le tante cooperative che generano ricchezza e occupazione nelle aree interne attraverso i servizi turistici o attraverso la rigenerazione urbana che rialimenta il virtuosismo positivo della manifattura edile tutta autoctona, e la produzione agroalimentare di qualità, che diventa ulteriore elemento di caratterizzazione e riconoscibilità fuori regione e in ambito internazionale”.

“L’istituzione regionale” prosegue Bruno “deve cogliere le opportunità che la Basilicata offre, leggere il bisogno delle comunità e tracciare una prospettiva possibile. La cooperazione è una certezza e un’opportunità per ripopolare i nostri paesi, per far rimanere i nostri giovani con investimenti duraturi, per creare sviluppo economico e occupazionale stabile. Con il completamento dei regolamenti attuativi, la legge regionale 12/2015 potrà costituire una prima risposta concreta per le nostre comunità. Occorre però nella prospettiva includere le priorità, le infrastrutture interne viarie, la logistica per l’export da rinforzare, l’accreditamento dei servizi socioassitenziali e sociosanitari”.

“Proprio l’adozione di tale sistema di accreditamento” sottolinea il presidente dell’Alleanza delle cooperative Basilicata “diventa in queste ore la priorità per dare alla nostra regione una nuova spinta, per collocarla al livello delle altre regioni italiane che da tempo si sono allineate alla normativa: solo così si potrà raggiungere il consolidamento e l’innalzamento qualitativo dei servizi. È necessario entrare subito in una fase transitoria che porti entro l’anno a definire il processo di accreditamento per una regione che oggi si dice essere europea e che nei fatti ancora non lo è”.

“Auspichiamo pertanto in un’accelerazione dell’iter” conclude Bruno “e nella concertazione con la cooperazione, per dimostrare effettivamente il cambio di passo rendendo, dopo anni, finalmente operativa la legge regionale n. 4 del 2007”.

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