Don Marcello Cozzi si autodenuncia: pronti ad accogliere clandestini in cerca della vita

“Fin da oggi mi autodenuncio e annuncio che io e la mia Associazione, laddove ci sarà bisogno, saremo pronti ad accogliere clandestini in cerca della vita, e chiunque ne abbia bisogno: nero, bianco e qualunque sia il colore della loro pelle”.

Lo ha scritto, in una nota, il presidente del Cestrim, don Marcello Cozzi, evidenziando che “nessuna legge di nessuno Stato potrà mai disumanizzarci”.

“Quando il Tribunale della Storia processerà questi tempi cupi di porti chiusi, muri alzati e fili spinati – ha sottolineato don Cozzi – io non vorrò trovarmi sul banco degli imputati. Quando la Storia ci aiuterà finalmente a capire che la ressa delle moltitudini di poveri alle porte delle case dei ricchi era causato da un sistema economico mondiale profondamente ingiusto e iniquo di cui le guerre erano semplicemente uno strumento, quando ci dirà che salvare vite in mare non significava stare dalla parte degli scafisti e dei registi della tratta, quando ci chiarirà che accogliere i poveri che venivano da lontano non voleva dire trascurare i poveri di casa nostra, quando ci dirà che accogliere non significava parcheggiare persone senza dargli orizzonti ma immaginare un modello nuovo di società, quando stigmatizzerà non solo le responsabilità del Governo italiano di turno ma anche di una politica Europea sempre più miope e assente, quando ci ricorderà che la pelle dei delinquenti non ha sempre lo stesso colore e che quindi non tutti quelli che migrano sono spacciatori, stupratori e mafiosi, e quando infine ricorderà che salvare vite umane non era una faccenda politica o una battaglia ideologica ma semplicemente un questione di umanità, io quel giorno – ha concluso – non vorrò essere processato per essermi girato dall’altra parte, per non essermi ribellato all’avanzare di questa disumanità diventata legge e per aver preferito la prudenza alla sacralità della dignità umana”.

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