Erosione costiera metapontina, l’allarme dell’ordine dei geologi di Basilicata

La costiera metapontina è da anni interessata da una celere erosione della costa, che preoccupa amministratori., imprenditori e residente. Il fenomeno che spaventa tutti, è un processo naturale che interessa non solo la costa metapontina, bensì quasi tutte le coste dell’Italia dove i cambiamenti climatici, gli eventi estremi avuti negli ultimi anni, le attività antropiche ed i normali processi naturali rappresentano i fattori principali di innesco di questo processo erosivo. La fascia costiera jonico-lucana è stata interessata da fenomeni di erosione, sempre più accentuati a partire dagli anni ’60, in particolare nell’area del Lido di Metaponto le mareggiate hanno determinato un ulteriore arretramento della linea di riva ed hanno arrecato ingenti danni strutturali nonché effetti secondari di inquinamento delle falde di acque dolce a servizio di un’area di notevole estensione a forte vocazione agricola. Questo avviene perchè gli apporti dei sedimenti da parte dei fiumi lucani variano da ghiaioso-ciottoloso nella zona del Fiume Sinni fino a sabbioso-limoso nelle zone di Fiume Basento-Bradano; di conseguenza, l’energia del mare ha una azione erosiva maggiore sui sedimenti fini e minore su quelli grossolani determinando fenomeni di erosione differenziata. Gli studi effettuati negli ultimi anni hanno permesso di mettere in campo interventi di mitigazione del fenomeno, sopratutto dopo il 2010, considerato l’anno zero per il fenomeno che ha interessato la costa di Metaponto: quali ad esempio le barriere soffolte il cui completamento sarà oggetto dei prossimi interventi inseriti sulla piattaforma RENDIS. Il Comune di Bernalda inoltre, ha eseguito dei pennelli per contenere l’erosione sottocosta con funzione di accumulare i sedimenti e permettere di ampliare la già ridotta spiaggia emersa.Il mondo politico è quindi ben consapevole del problema, tanto che anche la nuova giunta Bardi, in special modo l’Assessore alle Infrastrutture Donatella Merra si è subito interessata alla vicenda soprautto dopo la firma del finanziamento da parte del Ministro per l’Ambiente, Sergio Costa per l’attuazione del «Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico. Ma bisogna far presto, è l’allarme che viene lanciato direttamente dal presidente dell’Ordine dei Geologi di Basilicata Gerardo Colangelo, il quale in una nota suona i campanello d’allarme sulla mancanza di monitoraggio degli interventi eseguiti in maniera tale da mettere in atto tutte le azioni finalizzate a migliorare quanto realizzato con interventi futuri mirati ed efficaci

 

 

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