Carceri. Presentato il rapporto “Antigone”: aumentano le detenzioni, diminuiscono gli spazi

Presentato dall’associazione Antigone il rapporto di metà anno che ha lo scopo di fotografare il sistema penitenziario italiano in questi primi mesi del 2019.

Ciò che emerge è il perdurare dello stato di sovraffollamento. (“Al 30 giugno 2019 i detenuti ristretti nelle 190 carceri italiane erano 60.522. Negli ultimi sei mesi sono cresciuti di 867 unità e di 1.763 nell’ultimo anno. Il tasso di sovraffollamento è pari al 119,8%, ossia il più alto nell’area dell’Unione Europea, seguito da quello in Ungheria e Francia”).

Citata anche una struttura pugliese, quella di Taranto che spicca negativamente tra gli istituti italiani con un tasso di affollamento del 200%, ossia vivono due detenuti dove c’è posto per uno solo.

Dai dati raccolti si evidenzia come la vita in carcere stia peggiorando. “Questa” riporta Antigone “è fatta di momenti di socialità, di occasioni di dialogo e di crescita culturale, di rapporti con i familiari e con l’esterno. Nonostante questo nel 30% delle carceri visitate non risultano spazi verdi dove incontrare i propri cari e i propri figli”.

Il peggioramento della qualità della vita si ripercuote anche sul numero dei suicidi. Il 2018 fu un anno drammatico e nel 2019, quelli che si sono verificati negli istituti di pena italiani, sono già 27, due dei quali sempre nella struttura di Taranto.

Il rapporto di metà anno dell’associazione evidenzia anche un altro dato relativo all’origine dei detenuti italiani: quasi la metà arriva da sole quattro regioni ovvero Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. In carcere ci finisce chi arriva da situazioni di povertà economica e culturale. Un segnale preoccupante rappresenta ad esempio l’assenza nelle carceri di Brindisi di corsi scolastici.

Anche riguardo i permessi premio, si verifica una certa disomogeneità delle concessioni nelle varie regioni italiane: si va dalla media di quasi un permesso a detenuto della Lombardia allo 0,1 della Basilicata.

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