Gas radon nell’Istituto Comprensivo di Lagonegro: chiuso il plesso scolastico

Potenza. Esprimono grande preoccupazione i genitori degli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria che frequentano l’Istituto comprensivo di Lagonegro, dopo la decisione del vice sindaco Giovanni Santarsenio di chiudere  il plesso scolastico di Rione Rossi. L’ordinanza sindacale – secondo quanto reso noto dalle famiglie – è stata adottata a margine dell’ assemblea che si è svolta nella sala consiliare del Comune per discutere del “caso radon”. Dalle rilevazioni  dell’Arpa di Basilicata sarebbe emerso lo sforamento ripetuto dei valori stabiliti per legge e delle soglie precauzionali massime di attenzione consentite di particelle per metro cubo nell’aria di questo gas radioattivo, riscontrato  in diversi locali e ambienti della scuola. Mossi esclusivamente dalla volontà di ricevere opportune rassicurazioni dalle istituzioni preposte e competenti, i genitori chiedono “che venga garantito ai loro figli il diritto allo studio e, soprattutto, pretendono che bambini e ragazzi siano messi in condizione di frequentare le lezioni senza pericolo alcuno per la loro salute”. “In attesa che vengano eseguite le bonifiche richieste dall’Arpa, vogliamo essere sicuri che i nostri figli non siano sottoposti a nessun rischio andando a scuola, dal momento che la stessa Oms conferma che l’esposizione al radon prolungata nel tempo, anche ai livelli minimi che sono stati ampiamente superati in questo caso, può causare gravi problemi”, ribadiscono. “Dopo il dislocamento dei bambini della scuola dell’infanzia in una nuova sede individuata dalla dirigente, vogliamo risposte alle nostre domande per i ragazzi più grandi che, invece, dovrebbero rimanere nell’edificio di Rione Rossi. Ancora, vogliamo sapere se i nostri bambini sono stati e continuano ad essere esposti a rischi per la loro salute e chiediamo il monitoraggio e la eventuale bonifica di tutti gli edifici scolastici, per fugare ogni dubbio in tal senso. Siamo venuti a conoscenza di questa situazione dal dirigente scolastico in persona, dopo una comunicazione ufficiale dell’Arpa e una nota dello stesso tenore che risale addirittura al febbraio 2018 , aggiungono dall’assemblea dei genitori, lamentando difetti di comunicazione o vere e proprie mancanze da parte delle amministrazioni e degli enti coinvolti nella vicenda”.

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