Classifica “Ben vivere” di Avvenire. Matera al 48° posto su 107; Bari al 62°, Potenza all’86°, Taranto 88°

Cosa fa di una città il luogo ideale in cui vivere ?

Per il quotidiano Avvenire, è responsabilità di un terrtiroio e la “generatività”, quest’utilma definita dallo psicologo Erikson come una propensione verso cui si orienta l’individuo a una dimensione sociale o quale capacità di incidere positivamente nella vita degli altri. La generatività secondo la classifica “Il ben vivere” è un ecosistema trasversale.Infatti gli indicatori specifici individuati sono: demografia e famiglia, salute, impegno civile, ambiente turismo e cultura, servizi alla persona, legalità e sicurezza, lavoro, inclusione economica, capitale umano, accoglienza.I ricercatori della Università di Roma Tor Vergata e della Lumsa, Lorenzo Semplici e Dalila De Rosa – coordinati dai docenti Leonardo Becchetti, Luigino Bruni e Vittorio Pelligra – hanno quindi rielaborato i dati a livello provinciale di Istat e altre istituzioni. E così si evince il trend ormai consolidato del nord italia, con Bolzano al primo posto quale luogo del benessere per un cittadino, seguita a ruota da Treno e Mantova.  Si confermano le difficoltà del Mezzogiorno, tutto nella seconda parte della classifica, fino agli ultimi posti di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Napoli e Crotone. Città e intere regioni che, oltre al divario economico e occupazionale scontano anche peggiori servizi pubblici e un capitale umano più povero. Ad ed esempio a Bologna i giovani con laurea sono il 37,5% e i diplomati il 70%, nella provincia di Barletta-Andria i laureati sono meno della metà, il 14,5%, i diplomati appena il 40%). Poi ci sono anche i paradossi del benessere che città come Trento, Bolzano, Milano pagano in termini di maggiore dipendenza dall’alcool, disagio psichico e numero di suicidi. In Basilicata, il capoluogo di Regione, Potenza, con 81,95 arriva all’86esimo posto su 107. La Capitale Europea della Cultura, sembra quasi un’oasi nel deserto, con il suo 48esimo posto. In Puglia invece Bari al 62esimo posto, Brinidis al 64, Foggi all’80esimo, poi Lecce 84esimo posto e chiude Taranto all’88esima postazione.  In generale, come si evince dalla classifica, che va otlre le semplici considerazioni sul PIL, i centri medi sembrano offrire una qualità complessiva migliore, come se le grandi metropoli pur ricchissime di opportunità pagassero il prezzo della maggiore densità in termini di peggiore qualità ambientale e minore attenzione alle relazioni umane, che secondo la classifica, la dimensione umana nella sua interezza è l’obbiettivo di vita di una città.

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