Matera 2019, abiti dalle coperte dei migranti: la storia della Silent Academy

Matera. Lei è Jennifer; sfilerà sabato sera per la cerimonia inaugurale di Matera 2019, insieme a chi è scappato da guerre e persecuzioni, con abiti provocatoriamente realizzati dai teli termici usati per chi arriva sui barconi.

Volti e storie quelle della Silent Academy, progetto co prodotto dal Sicomoro e dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, che portano all’attenzione di Matera 2019 anche le competenze e il talento dei migranti. Savane è un sarto, Ariam è mediatrice culturale, Tessy e Joy lavorano nel campo della ristorazione a Matera, Tresor, che nella traversata ha perso moglie e primogenito, è un piastrellista. Sono solo alcuni degli uomini e le donne scampati alla morte e che hanno ritrovato voglia di vivere e dignità, nella città del riscatto per antonomasia.

Il laboratorio di sartoria è coordinato da Savane che ha sviluppato l’idea dell’artista piemontese BR1 (Bruno Vottari); insieme ad altri migranti sono supportati da signore sarte e alcuni ospiti del “Brancaccio”, la residenza per anziani gestita dal Sicomoro; le “emergency blanket” si stanno trasformando in abiti che non passeranno inosservati nella sfilata di sabato.

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