Milleproroghe: Anci, siamo pronti a fare barricate

Antonio Decaro – sindaco di Bari

Roma. I sindaci sono pronti a “fare le barricate” se all’interno del dibattito parlamentare non verranno reinseriti i fondi per le periferie. Annunciano che sono pronti a fare ricorso al Tar, rivolgersi alla Corte Costituzionale, “usare tutti gli strumenti politici” ed alcuni anche a “lanciare” in terra le fasce tricolori e anche a non presentarsi giovedì alla Conferenza Unificata interrompendo così di fatto i rapporti istituzionali. In una conferenza stampa il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, al termine dell’audizione degli stessi sindaci in Commissione Bilancio alla Camera, ha spiegato le ragioni della protesta. “Noi ci aspettiamo che nel dibattito parlamentare – ha detto – che quell’emendamento venga eliminato e si torni a rifinanziare le periferie del nostro paese”. L’emendamento di fatto congela il finanziamento di 1,6 miliardi del ‘bando periferie’ per complessivi 96 progetti che interessano 87 comuni capoluogo e 9 città metropolitane per un totale di 326 comuni.
Il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, ha tenuto a sottolineare che i 326 comuni con i loro 19 milioni e 800 mila residenti “rappresentano un terzo degli italiani. Noi – ha aggiunto – abbiamo preso impegni con i cittadini ma anche con le aziende che stanno già realizzando le opere pubbliche in quelle aree periferiche dove c’è maggior disagio economico e sociale. Aree dove tutti dicono si concentrano le fragilità del nostro paese: era l’occasione, dopo 40 anni, di riqualificare quelle aree e fare comunità”. Decaro, affiancato da sindaci di tutti gli schieramenti politici, ha definito “paradossale che chi ha fatto parte della commissione di inchiesta sulle periferie e in quel momento sosteneva addirittura che quei fondi erano pochi, oggi vota a favore di un emendamento che toglie quei fondi destinati proprio alle periferie.

Il sindaco di Matera sostiene la protesta dell’Anci

“Le risorse del Bando per le periferie vanno rese disponibili immediatamente per permettere ai Comuni di programmare la riqualificazione delle parti di città che necessitano di maggiore attenzione sotto il profilo della qualità urbana”.

Il Sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, – si legge in una nota – torna a chiedere al Governo di modificare la norma contenuta nel decreto Milleproroghe che sospende i finanziamenti previsti per le periferie delle città italiane.

“Il congelamento dei fondi stanziati per il finanziamento dei progetti che hanno partecipato del Bando Periferie – sottolinea De Ruggieri – si traduce in un danno enorme per la città di Matera perché impedisce di realizzare opere rilevanti per il 2019, anno in cui la città rappresenterà l’Italia in qualità di Capitale europea della Cultura. Il Comune di Matera era beneficiario di risorse, per circa 13 milioni di euro, destinate a riqualificare i quartieri storici, i parchi urbani e a realizzare l’ingresso monumentale alla città inserendolo nel percorso del parco delle cave”.

Tra le opere che rischiano di non poter essere realizzate, se la Camera non modificherà il testo di conversione in legge del decreto Milleproroghe in cui è contenuta la norma che rinvia al 2020 l’erogazione delle risorse, figurano: la riqualificazione della villa comunale, la rigenerazione urbana del rione Piccianello, la ristrutturazione della sede comunale del rione Spine Bianche destinata ad ospitare la biblioteca Sacco sulla storia del Novecento meridionale oltre che la riqualificazione del Parco del Castello, di quello di Serra Venerdì, del rione Pini e delle ville Piccianello e Cappuccini. Senza risorse rischiano inoltre di rimanere inattuati lo studio di valutazione per un progetto di finanza per l’ammodernamento e la trasformazione del campo sportivo XXI settembre sul modello degli stadi inglesi, il Piano per lo sport e per le infrastrutture sportive e il Piano per la mobilità sostenibile. Il Comune di Matera invierà i progetti esecutivi di questi interventi entro il 15 settembre come richiesto dalla Segreteria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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