Tecnoparco: sit in per dire “no” al rinnovo dell’Aia; la replica dell’azienda

Foto Facebook Antonio Materdomini

Matera. Un sit-in davanti ai cancelli dell’area industriale di Pisticci “per dire no” al rinnovo dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) a Tecnoparco. E’ quanto promosso dall’Amministrazione comunale del comune del Materano, guidata dalla pentastellata Viviana Verri, chiamando a raccolta “cittadinanza, associazioni, istituzioni, giovani e studenti” ed a cui hanno risposto anche altre forze politiche. Un’iniziativa per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema che, nel territorio, è sempre stato al centro dell’attenzione. Verri, ha chiesto a tutti di “essere più responsabili”, precisando che “l’Aia non può e non deve essere rinnovata de plano, ma attraverso una seria discussione”.
Sul punto è stato fatto anche riferimento al no unanime pronunciato dal Consiglio comunale di Pisticci al rinnovo dell’importante strumento autorizzativo.

Immediata la replica di Tecnoparco che “respinge fermamente ogni addebito in ordine a presunti fenomeni di inquinamento nell’area basentana”.“La società – è scritto in una nota – nella costante azione di miglioramento delle proprie performance ambientali ha effettuato nel corso degli ultimi anni rilevantissimi investimenti.Solo per citare i principali, ha proceduto alla copertura di 17 vasche e al conseguente trattamento delle emissioni aeriformi di ciascuna di esse con moderni sistemi di abbattimento.Inoltre, proprio nel corso della procedura di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, (A.I.A.), Tecnoparco ha previsto l’istallazione di un sistema all’avanguardia di trattamento dei reflui e rifiuti liquidi che per efficacia ha pochi eguali nello scenario impiantistico nazionale, e che consentirà la trasformazione dei reflui in acqua demineralizzata da destinare ad uso industriale”.
Alla vigilia della manifestazione la presa di posizione di Confindustria Basilicata che ha giudicato “del tutto fuori luogo la protesta davanti ai cancelli, per di più nell’area privata gestita dall’azienda, dando così forma a una contrapposizione tra istituzioni e mondo produttivo che danneggia l’immagine dell’intera area industriale e di tutto il territorio”. “Facendo prevalere la mera contestazione – precisa l’associazione degli industriali – si pregiudica gravemente ogni possibile visione che contempli  strategie di rilancio delle aree industriali e, quindi, dell’economia del territorio, che dovrebbe essere, invece, il vero obiettivo comune”.

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