Scuola. Insegnante di religione all’esame di terza media: scoppia la polemica

Anche l’insegnante di religione sarà presente nelle commissioni del nuovo esame di terza media e scoppia la polemica

Il decreto 62 del 2017 infatti ha previsto che tutti i docenti del consiglio di classe partecipino alla commissione d’esame per la terza media mentre prima l’insegnante di religione partecipava solo allo scrutinio finale.

A muovere le maggiori critiche è il Comitato Scuola e Costituzione che in una lettera al ministero dell’Istruzione denuncia “l’incongruenza di tale nuova norma, che diventa un’occasione per riproporre la necessità di rivedere l’intera normativa concernente l’insegnante di religione e di riproporne la collocazione fuori dell’orario ordinario delle lezioni”. “L’inserimento di docenti di religione cattolica nelle Commissioni d’esame per la terza media – si legge ancora nella missiva – è l’ultimo atto di un processo sotterraneo – iniziato con il rinnovo del sistema concordatario – per recuperare all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche il ruolo di “materia obbligatoria” con diritto all’esonero”. Le 14 associazioni che fanno parte del Comitato ricordano che si battono da anni per il rispetto della laicità della scuola e dello Stato, e si oppongono con forza a quello che definiscono “uno stravolgimento della Legge 121/1985”, attuativa del Nuovo Concordato. Rivolgono pertanto al MIUR la richiesta “urgente di chiarimenti indispensabili” per insegnanti e famiglie di alunni e alunne in procinto di affrontare la prova d’esame. In particolare, chiedono se la religione cattolica sarà materia d’esame e, se non lo sarà, a qual fine la presenza del docente. Chiedono poi se l’eventuale presenza di un docente di religione cattolica non si configura come discriminante nei confronti di coloro che hanno scelto attività di studio e ricerca individuali o la non presenza a scuola durante l’ora di religione. Fanno infine notare che nella prova d’esame, a differenza di quanto avviene nelle operazioni di scrutinio, i voti sono soltanto numerici: “è quindi prevedibile – chiedono – una valutazione numerica dell’insegnante di religione?”.

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