Stalking. Dalla Crpo Basilicata, ferma condanna per la “vicenda Castelluccio”

La Commissione regionale pari opportunità (Crpo) della Basilicata ha espresso in una nota la “ferma condanna per il comportamento del vicepresidente del Consiglio regionale Paolo Castelluccio” arrestato dalla Polizia lo scorso 24 marzo e ora ai domiciliari per stalking nei confronti di una donna”.

Si tratta di “un reato particolarmente odioso” secondo la Commissione “che presuppone un senso di possesso nei confronti delle donne e l’incapacità di accettare da parte di queste un rifiuto. Quanto accaduto dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che il fenomeno della violenza contro le donne è un fenomeno trasversale, che attraversa tutta la società, tutti gli ambienti, tutti gli strati sociali, da nord a sud. Un fenomeno che troppo spesso caratterizza i rapporti fra uomo e donna, qualsiasi sia la natura di questi stessi rapporti. Quanto avvenuto deve essere l’occasione da parte del Consiglio regionale, in cui purtroppo non siede nessuna donna, per una seria riflessione sulla necessità e urgenza di una legge regionale sulla violenza contro le donne”.

“La Crpo” è scritto nella nota “intende continuare la propria azione per superare la mancanza di donne elette nel Consiglio e, dopo il risultato purtroppo parziale conseguito nella stesura dello Statuto regionale, chiede che nella prossima legge elettorale regionale venga rispettata la quota di genere al 50 per cento e prevista la doppia preferenza di genere. Per quanto riguarda la legge regionale sul contrasto alla violenza di genere si ritiene essenziale che in tale legge venga affermata la volontà della Regione Basilicata ad agire contro la violenza di genere, ovvero quella perpetrata ai danni delle donne, come manifestazione discriminatoria ed espressione grave di relazioni di potere diseguali tra uomini e donne”.

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