Terremoto ’80. Simonetti (Csres): un centinaio i capannoni inutilizzati preda di ladri

“Nel 2017 in Basilicata ci sono circa 100 capannoni, o strutture similari, di cui una ventina finanziati dalla legge 219 del 1981 ed i restanti con le leggi 488 del 1992 e 64 del 1974, non utilizzati preda dei ladri di rame e di impiantistica”: lo ha detto il responsabile del Centro studi e ricerche economico-sociali, Pietro Simonetti, in occasione dell’anniversario del terremoto del 23 novembre 1980.

Nel ricordare che “in Basilicata dopo il 1980 sono stati investiti dallo Stato oltre 3.500 milioni, di cui tremila per la ricostruzione e le infrastrutture e circa 500 per il finanziamento delle aziende industriali anche danneggiate”, Simonetti ha spiegato che “l’attuale occupazione nelle aree terremotate lucane è di 1.700 lavoratori diretti e circa mille indiretti contro una previsione di seimila, indiretti compresi, posti di lavoro finanziati con contributi pari al 120 per cento delle spese ipotizzate. Delle 107 aziende finanziate – ha aggiunto – ne rimangono una cinquantina”.

Simonetti ha sottolineato che “l’ultima legge approvata per il risanamento dei consorzi industriali è completamente disapplicata” e che “l’Asi di Potenza è pronto per il terzo commissariamento in pochi anni”.

Dopo aver proposto “un progetto che ridia senso alla programmazione industriale ma soprattutto ridefinisca il ruolo dei consorzi industriali con un solo ente guidato da persone competenti di livello internazionale, con adeguate strumentazioni e politiche che catturino gli investimenti, anche esteri”, l’animatore del Centro studi ha chiesto di affrontare la “gravissima crisi demografica” che interessa la Basilicata e che, “se non affrontata, diventerà la causa prima dell’impossibilità di risolvere la questione della creazione del reddito, dell’occupazione e del mantenimento dei servizi”.

Ha proposto la creazione di “una agenzia di scopo che gestisca l’organizzazione dei flussi di mobilità in entrata” in Basilicata, spiegando che il “piano di ripopolamento” ha bisogno anche di “cicli agro-alimentari e turistici, su quello manifatturiero, dell’energia e della tutela del territorio. L’industria pulita dei polimeri solidi e liquidi, che sostiene l’industria estera e quella italiana nella componentistica auto, nel ciclo della plastica, nella sanità e nella farmaceutica, è una prospettiva importante”. A condizione – ha concluso Simonetti – di “superare la lotta fratricida senza quartiere, in corso nell’ambito dei gruppi dirigenti a tutti i livelli. Ritrovare la spinta unitaria propositiva del movimento sindacale recuperando l’esperienza della ‘vertenza Basilicata’”.

Share Button