Caporalato; esperienza positiva per il centro di Palazzo ( Pz)

L’istituzione del centro di accoglienza temporanea a Palazzo San Gervasio (Potenza) per accogliere i lavoratori extracomunitari impegnati nella raccolta del pomodoro “è risultata un’esperienza positiva”. Il giudizio è emerso oggi a Potenza, in una riunione svolta in prefettura e presieduta dal prefetto, Giovanna Cagliostro, del tavolo di coordinamento contro il caporalato (era presente anche il prefetto di Matera, Antonella Bellomo). Nel centro di Palazzo sono ospitati ancora circa 280 lavoratori e la sua apertura è stata prorogata fino alla fine di ottobre. Durante la riunione è stato reso noto che nella struttura di accoglienza del centro per l’impiego di Lavello (Potenza) “è stata consentita in loco la regolare assunzione dei lavoratori” (1.400 braccianti, 1.050 dei quali extracomunitari). L’organizzazione dei trasporti ha permesso a circa 400 lavoratori di utilizzare, “su prenotazione, le navette che li hanno condotti ai luoghi di lavoro e ritorno”. Per quanto riguarda il Metapontino, l’attività di contrasto al caporalato “ha favorito il ricorso alle regolari procedure di assunzione, nel periodo gennaio-luglio 2017, per circa diecimila braccianti agricoli, il 40 per cento dei quali extracomunitari”. Il tavolo ha valutato positivamente anche l’attività di controllo fatta da forza dell’ordine, ispettorato del lavoro e azienda sanitaria: si è trattato – è stato detto – di una “esperienza positiva che costituirà oggetto di adeguata programmazione per le attività future”. Per quanto riguarda, infine, la realizzazione a Palazzo San Gervasio e a Scanzano Jonico (Matera) di “centri di accoglienza temporanea dei lavoratori extracomunitari”, durante la riunione “si è preso atto che procedono le attività per la rimodulazione delle due progettualità, per la successiva richiesta di finanziamento a valere sui fondi Pon”. Alla riunione hanno partecipato il responsabile del coordinamento per le politiche dell’immigrazione della Regione Basilicata, Pietro Simonetti, sindacati e organizzazioni dei datori di lavoro, il dirigente dell’ispettorato del lavoro, amministratori locali, forze dell’ordine e rappresentanti delle organizzazioni del volontariato. (ANSA).

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