Pet coke alla Italcementi: agorà del M5S. Le precisazioni dell’azienda

Matera. Si appella al rispetto del principio di precauzione il Movimento 5 Stelle di Matera che sulla vicenda del carico delle 53mila tonnellate di pet coke proveniente dagli Stati Uniti , sbarcato ad agosto al porto di Taranto e destinato alla Italcementi , ha organizzato un’agorà pubblica, dopo le preoccupazioni sollevate dall’opinione pubblica, dalle associazioni ambientaliste e da alcuni esponenti istituzionali.

“Abbiamo presentato un interrogazione in Consiglio Comunale e Regionale – ha detto ai nostri microfoni il consigliere pentastellato Antonio Materdomini – su cui attendiamo risposta a breve; chiediamo venga fatta chiarezza sulle emissioni con un monitoraggio preciso e dati certi”.

“Sappiamo che non è da oggi che si brucia pet coke – ha sottolineato il consigliere regionale Gianni Perrino . Questo combustibile deve contenere al massimo il 3 per cento di zolfo . Noi ci chiediamo: questo carico arrivato a Taranto rispetta questo parametro? Qualcuno ha mai fatto un controllo?
Tra l’altro sul protocollo d’intesa del 2011- ha proseguito – in cui sono coinvolti Comune, Arpab, Italcementi e Regione, le audizioni in commissione a Potenza non hanno dato risultanze tali da poter dire di star tranquilli. Per il biomonitoraggio – ad esempio – erano stati previsti 23 punti di campionamento che sono risultati divelti da atti vandalici o agenti atmosferici”.

E se Italcementi ribadisce di operare con il rigore previsto dalle autorizzazioni ambientali e nel rispetto dei limiti emissivi certificati , riservandosi di valutare eventuali azioni necessarie alla salvaguardia della propria immagine, nei giorni scorsi anche il Comune di Matera si è detto pronto a tutelare i cittadini; “sarà dato nuovo impulso – è stato sottolineato – all’attuazione del Protocollo per la caratterizzazione dello stato di qualità ambientale sottoscritto il 24/10/2011 , al fine di monitorare in maniera supplementare rispetto alle prescrizioni dell’AIA l’impatto dell’attività industriale sulla città di Matera ed il territorio circostante, attraverso l’analisi delle principali matrici ambientali”.

Nota della Italcementi a firma del Direttore Tecnico, Agostino Rizzo 

“Il pet-coke è un combustibile convenzionale largamente utilizzato nell’industrie e non rientra tra le sostanze ritenute pericolose dall’Unione Europea. Inoltre il pet-coke non è classificato come rifiuto, né tantomeno, come rifiuto pericoloso. Il suo stoccaggio, trasporto e consumo, che avvengono nel pieno rispetto di tutte le normative in materia, sono effettuati in modo controllato e sicuro.

Il REACH, Regolamento Europeo (CE) n.1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche, il cui obbiettivo è assicurare un maggiore livello di protezione della salute umana e dell’ambiente, esclude il pet-coke dall’obbligo di registrazione. Come già ribadito più volte, dunque, il pet-coke è una risorsa energetica, principalmente utilizzata nelle cementerie di Italia e del mondo proprio perché le caratteristiche del processo produttivo del cemento e delle tecnologie utilizzate, ne garantiscono l’impiego senza nessun pericolo per l’ambiente e per la salute umana.

In merito alla proposta formulata nei giorni scorsi di utilizzare il metano come combustibile sostitutivo al coke, si precisa che l’utilizzo del metano non cambierebbe la qualità delle emissioni, che è invece dipendente dal tipo di processo e dai presidi ambientali utilizzati e – per questo aspetto – Matera ha prestazioni tra le migliori d’Europa. L’utilizzo del coke è, inoltre, utile nel processo di produzione del cemento per controllare alcuni cicli di alcali, funzione che il metano non potrebbe svolgere, creando problemi di funzionamento della linea produttiva.

 

Matera: performance ambientali all’avanguardia

La cementeria di Matera, anche grazie al recente revamping, conferma il proprio altissimo livello di prestazioni ambientali, grazie alla riduzione del 72% di polveri; del 95% di biossido di zolfo (SO2); del 50% degli ossidi di azoto (NOx); del 67% della somma di polveri (SO2 e NOx)  e del 10% di Anidride Carbonica (CO2). Siamo pertanto di fronte a emissioni tra le più basse dell’intero settore.

Italcementi ribadisce, inoltre, che il rispetto dei limiti emissivi della cementeria di Matera è certificato da un sistema di Monitoraggio in continuo (24 ore su 24) delle Emissioni (SME) del forno di cottura e che è sottoposto alle verifiche previste dalla normativa (D.Lgs. 152/06), effettuate da laboratori esterni accreditati e da personale qualificato. La cementeria è soggetta anche ai rigorosi controlli i previsti dall’A.I.A. condotti  da laboratori accreditati, i cui esiti sono trasmessi all’Autorità Competente.

L’azienda ricorda nuovamente che le attività previste dal Protocollo del 2011 sono state svolte in accordo con gli Enti preposti. In particolare, le centraline di qualità dell’aria sono installate dal 2013 e i dati sono regolarmente pubblicati, insieme ai dati delle emissioni dell’impianto, da Italcementi secondo regole ARPAB con link sul sito del Parco. I report delle attività eseguite per il Protocollo sono pubblicati sul sito di ARPAB.

Per quanto riguarda la cementeria di Matera, Italcementi sottolinea, ancora una volta, che le 53.000 tonnellate arrivate al porto di Taranto non sono stoccate nell’impianto, ma che in cementeria è portata e conservata in depositi chiusi e coperti solo la limitata quantità necessaria allo svolgimento dell’attività produttiva.

Infine, l’azienda conferma la propria disponibilità per coloro che fossero interessati a organizzare visite informative presso la cementeria di Matera”.

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