Scuola, immissioni in ruolo: il commento della Flai Cigl Basilicata

All’indomani delle immissioni in ruolo, che hanno coinvolto più di 350 docenti della Regione Basilicata, ci siamo trovati nuovamente di fronte all’applicazione concreta di uno degli strumenti più controversi e, a nostro parere, più negativi, della Legge 107/2015, vale a dire la “chiamata per competenze”, spesso definita, impropriamente, “chiamata diretta”.

Lo comunica in una nota la Flc Cgil di Basilicata che aggiunge che “il fenomeno era stato notevolmente contenuto con due atti che ne avevano arginato l’eccessiva discrezionalità concessa ai dirigenti scolastici: in primo luogo con il contratto nazionale sulla mobilità, sottoscritto l’11 aprile di quest’anno, nel quale era stata data la possibilità ai docenti titolari di ambito di poter riacquistare la titolarità di scuola, esprimendo fino ad un massimo di 5 preferenze puntuali. Grazie a questa scelta negoziale, effettuata in deroga a quanto stabilito dalla L. 107, circa l’80% dei docenti titolari su ambito avevano acquisito titolarità su scuola. In secondo luogo, attraverso il Contratto integrativo sul “passaggio da ambio a scuola”, la cui pre-intesa era stata firmata l’11 aprile, contestualmente al contratto nazionale sulla mobilità, e sottoscritto definitivamente il 3 luglio scorso, dopo aver superato il vaglio degli organi di controllo. Con questo ulteriore atto negoziale la procedura era stata ricondotta ad una modalità di partecipazione su base trasparente, regolata e condivisa da parte dell’intera comunità scolastica, chiamata a scegliere all’interno di un portafoglio di titoli/esperienze didattiche stabiliti a livello nazionale. Nonostante gli atti sopra richiamati e gli argini ivi contenuti, stiamo assistendo in questi giorni al “reclutamento” del personale neo assunto secondo procedure improvvisate e confuse, al di fuori del contratto nazionale.

La casistica è purtroppo ampia. Ci sono scuole che hanno fatto proposte di incarico senza aver fatto alcun avviso, altre che hanno fatto avvisi con scadenza anteriore a quella prevista per i docenti per poter inserire il curriculum nel sistema telematico del Miur, addirittura prima che venissero ultimate tutte le procedure di assunzione del personale docente. Alcuni dirigenti hanno convocato gli aspiranti per fare i colloqui, non previsti dall’accordo nazionale e di cui ci sfugge l’utilità, dal momento che la scelta avviene sulla base dei requisiti dichiarati nel curriculum e dalla comparazione degli stessi. Altri hanno inviato proposte anche a docenti che non hanno avanzato candidatura presso quella scuola, altri ancora, in maniera del tutto illegittima, hanno attribuito l’incarico valutando requisiti non deliberati dal collegio dei docenti e non presenti nell’avviso. Diverse di queste situazioni sono state segnalate dalla Flc all’Ufficio scolastico provinciale, a cui diamo atto di essere intervenuto tempestivamente per sanare alcune (macroscopiche) irregolarità. Ma resta, anche al di là di queste situazioni limite, la “sostanza” di uno strumento iniquo e farraginoso: dopo aver scelto l’ambito, i docenti neo assunti hanno due o tre giorni per inserire a sistema il curriculum, poi devono inviare la candidatura alle scuole che hanno fatto l’avviso, mentre quelle che non lo hanno fatto verranno attribuite in via surrogatoria dall’ufficio scolastico provinciale. I docenti che ricevono la proposta hanno 24 ore di tempo per accettarla o rifiutarla o per accettarne un’altra, ma spesso la scuole agiscono con tempi diversi e quindi i docenti si trovano nell’impossibilità di fare scelte consapevoli. Se poi, com’è accaduto, una scuola commette un errore, si produce un effetto domino sulle altre scuole dell’ambito e viene falsato l’intero sistema di “reclutamento”. Un sistema sconclusionato e iperburocratizzato, che sovraffatica il lavoro delle scuole, a cui il Miur impone tempistiche assurde, e lede i diritti dei lavoratori, che spesso si trovano di fronte ad una vera e propria roulette russa. La Flc Cgil di Potenza sarà al fianco di tutti quei lavoratori che saranno danneggiati da un uso distorto di questa procedura ed è disponibile ad assisterli in ogni sede. L’obiettivo di cancellare la “brutta scuola” di Renzi, che rimane una priorità della nostra azione politico-sindacale, e che non si arresta, passa anche da qui, attraverso l’abrogazione della “chiamata per competenze”, riconducendo completamente la mobilità nella contrattazione nazionale e liberando le scuole e i docenti da un’inutile incombenza burocratica, affidata spesso all’improvvisazione e non certo al merito”.

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