Regione Basilicata, patrimonio intangibile individuato da esperti

Potenza. E’ assolutamente priva di fondamento la notizia pubblicata questa mattina da “Il Quotidiano” edizione della Basilicata, e ripresa nella edizione on line di “Repubblica”, secondo la quale la Regione Basilicata avrebbe finanziato “sagre” paesane con “i soldi di Matera 2019”.

Lo afferma Patrizia Minardi, dirigente Ufficio sistemi culturali e turistici della Regione Basilicata.

“Peccando di superficialità e approssimazione, l’estensore della nota ha confuso il programma parallelo denominato “Basilicata 2019”, finanziato con i fondi di sviluppo e coesione (Fsc) con le linee di finanziamento appositamente destinate alla Capitale della Cultura per l’anno 2019.

Contrariamente a quanto viene lasciato intendere, Matera non viene assolutamente “penalizzata” (privandola di risorse) ma al contrario messa al centro di una rete virtuosa di iniziative a livello regionale che esalta il ruolo della Città dei Sassi, considerata la porta di accesso del turismo in Basilicata. E come tale punto di collegamento con gli altri Comuni della regione.

Non a caso, a seguito dell’approvazione della Legge regionale 27/2015, “Disposizione in materia di patrimonio materiale ed immateriale della Regione Basilicata” (in linea con la legge Franceschini sul riordino delle competenze in materia di beni e attività culturali) la Regione Basilicata ha avviato un processo di “riconoscimento” dei beni materiali e dei beni immateriali” del territorio lucano. Piattaforma costruita sulla base di schede di ricognizione, approvate dall’Unesco.

Non parliamo quindi di eventi spot, ma di patrimonio culturale, in quanto, le proposte da parte dei Comuni, approvate da una task force Regione-Università-Cnr, sono state vagliate sulla base della pertinenza al patrimonio culturale “storico”; “demoetnoantropologico”, dei “saperi e delle tradizioni”; “artistico”; “della santità e religioso”.

Ciò significa che iniziative come “il magico ” di Colobraro rientrano nel patrimonio “demoetnoantropologico” perché recuperano la memoria di Ernesto De Martino e la descrizione di una realtà, quella lucana, che ha fatto storia nell’immaginario cinematografico, ma soprattutto ha contribuito alla storia del Sud e alla magia come elemento di risposta alla miseria e alla povertà.

La stessa rievocazione della lavorazione della “salsiccia” non è “festa paesana” ma rientra nei “saperi e nelle tradizioni” della lavorazione della LUCANICAM .

Sarebbe bastato quindi leggere le schede pubbliche di ogni iniziativa, corredata di bibliografia e di storia locale, nazionale, anche internazionale per scorgere l’importanza dei nostri poeti, dei nostri scienziati, dei riti arborei, dei carnevali, evitando così di fare della cattiva informazione, frutto di un’ansia denigratoria che travisa la verità dei fatti.

Per il terzo anno consecutivo, la Regione ha confermato le 141 iniziative inserite nel patrimonio culturale intangibile con l’auspicio che possano aumentare a seguito del sostegno offerto o a quelle manifestazioni in grado di crescere. Questo provvedimento si lega al progetto di promozione telematica presentato nei giorni scorsi, ovvero al sito <http://www.patrimonioculturalebasilicata.it/> e alla relativa app per smartphone e tablet in grado di accompagnare i cittadini ed i turisti nella conoscenza del ricco patrimonio culturale intangibile della Basilicata rafforzando la cooperazione fra pubblica amministrazione e operatori privati della filiera turistica. Raggruppati in cinque macrotemi: storico, demoetnoantropologico, artistico, dei saperi tecnici e artigianali e sulla santità – vissuto religioso, i 141 patrimoni immateriali, rappresentano itinerari culturali e turistici” fruibili, open”.

La mappatura del patrimonio immateriale della regione è il frutto di una co-progettazione attiva tra regione e sindaci del territorio, task force costituita da rappresentanti di università- centri di ricerca- regione, che dal 2014 hanno approvato 141 patrimoni culturali immateriali raggruppati in 5 macro temi che formano itinerari culturali e turistici, così da fornire agli operatori del settore, la costruzione di pacchetti fruibili dal turista che da Matera si sposta verso l’ interno e sulle coste della Basilicata e dunque per rafforzare Matera”.

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