Petrolio. Regione Basilicata incontra Calenda: convincere la Puglia sul progetto Tempa Rossa

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda

Sanata, almeno per atti, la questione dell’incidente al COVA Eni di Viggiano, il tema petrolio lucano si sposta sul versante della Valle del Sauro: dove nei prossimi mesi la multinazionale francese Total porterà a termine le infrastrutture con annesso Centro Oli di Tempa Rossa. Dopo le note vicende giudiziarie in tema di appalti e l’attenzione dei sindacati per via di una massiccia presenza di maestranze estere impiegate, si discute dell’avvio delle attività entro il 2018.

A complicare il disco verde non sono la sicurezza e la protezione dell’ambiente in loco – già assicurate in via ufficiale dalla compagnia – ma il secco no, ribadito da Regione Puglia e città di Taranto, al progetto di adeguamento della Raffineria Eni per far arrivare il “nuovo” greggio, potenzialmente con produzione di 50 mila barili giorno.

Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, a margine della conferenza stampa sul riavvio del Centro Oli Val d’Agri, ha reso un incontro convocato per oggi a Roma insieme al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, necessario “ad allargare il confronto istituzionale”.

“Impensabile”, ha fatto sapere il governatore, l’idea proposta da Total di dare inizio alla produzione in tono minore e con l’utilizzo di 200 autobotti per trasportare il greggio in altre parti d’Italia. In pratica, si proverà a convincere la sponda ionica pugliese sulla ‘sostenibilità’ del trasporto dell’oro nero da Viggiano e via condotta fino alla città dei due mari. Il rischio, più evidente, per l’ente regionale è di vedersi posticipare gli introiti derivanti dalle royalties attesi nel 2019.

Summa (Cgil Basilicata): Improbabile avvio Tempa Rossa nel 2018

“Tempa Rossa è una vicenda delicata. Ritengo improbabile l’avvio della produzione nel 2018”. A dichiararlo è il Segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa.

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