Laura Boldrini a Polignano a Mare commenta le anticipazioni del libro di Renzi

“Non può essere tutto compresso in quattro righe o nei caratteri di un tweet. Sui temi migratori, anche per essermene occupata negli anni, ritengo sia necessario sviluppare un pensiero, una prospettiva, una visione che merita un po’ di spazio”.

Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha risposto ai giornalisti che le hanno fatto notare le anticipazioni del libro di Matteo Renzi diffuse sui social, e in cui l’ex premier ritiene si debba aiutare i migranti nei loro Paesi di origine.

Boldrini ha precisato di non sapere “quale ragionamento l’ex presidente del Consiglio nonché segretario del Pd abbia fatto: non ho letto le anticipazioni del suo libro – ha sottolineato – e non so come abbia sviluppato il tema”.

“Ci sono questioni molto complesse, e l’immigrazione è una di quelle – ha rilevato – che non possono essere sintetizzate oltremodo, perché si rischia poi di perdere il senso del ragionamento”.

Boldrini ha parlato con i cronisti a Polignano a Mare (Bari) dove ieri sera ha presentato il suo libro ‘La comunità possibile’. Boldrini ha sottolineato che “il fattore migratorio è strutturale, le migrazioni sono sempre state parte dello sviluppo umano. E dunque sono connaturate al progresso, e sottolineo progresso, dell’umanità”. “Sono d’accordo – ha aggiunto – sul fatto che l’Italia non possa essere il solo Paese europeo che accoglie un flusso molto consistente che sta arrivando principalmente della Libia”.

“Penso – ha aggiunto – che il problema vada affrontato alla radice, comprendendo perché queste persone giocano alla roulette russa, prima nel deserto e poi nel Mediterraneo”.

La presidente ha ricordato i “diversi conflitti irrisolti che vanno avanti da moltissimi anni, e che producono centinaia di migliaia di sfollati interni interni o rifugiati”; e il fatto che “molti di questi Paesi hanno grandi risorse ma sono nelle mani di elite che sono molto ristrette e non c’è redistribuzione della ricchezza”.

Quindi, per Boldrini, occorre “un grande piano di sviluppo e investimenti in Africa”, continente con cui “avremo sempre più a che fare”. “Non è una questione – ha concluso – che si risolve demotivando chi fa salvataggio in mare”. (ANSA).

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