Basilicata. L’assessore regionale Benedetto: da Trenitalia gestione intollerabile

“Nonostante la soppressione della circolazione ferroviaria, avvenuta ieri sulla linea ferroviaria Battipaglia-Potenza, sia imputabile a cause di forza maggiore la gestione dell’emergenza e l’organizzazione del servizio sostitutivo da parte di Trenitalia sono state intollerabili”.

Così l’assessore regionale della Basilicata alle Infrastrutture Nicola Benedetto, che ha inviato una lettera ai vertici di Rfi e Trenitalia chiedendo “di acquisire ogni utile informazione” sui disagi subiti dai passeggeri diretti in Basilicata, ieri, quando il Frecciarossa è stato fermato nella stazione di Napoli, in attesa di bus sostitutivi: “E’ evidente – ha aggiunto l’assessore – che è stata sottovalutata l’entità dell’incendio tra Contursi e Campagna (Salerno) che ha danneggiato la linea ferroviaria Battipaglia-Potenza. Inoltre non è stata adeguata l’organizzazione dei servizi sostitutivi per i 134 passeggeri a bordo del treno”.

Per Benedetto, secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa della giunta regionale, “è inaccettabile la tesi di Trenitalia secondo cui i tempi di attesa dei bus sono stati fortemente influenzati da cosiddette ‘variabili esogene’, come la giornata festiva e estiva caratterizzata da forte traffico, come la scusante di una processione religiosa che ha interessato la zona circostante che avrebbe fortemente rallentato il viaggio dei bus. Persino l’assistenza a Napoli predisposta ai viaggiatori in attesa dei bus con la distribuzione di kit cena ha registrato non pochi limiti. Sempre a Napoli risulta incomprensibile la mancata attivazione del ‘Freccia Club’ che avrebbe potuto invece testimoniare da parte di Trenitalia attenzione, maggiore assistenza e confort ai passeggeri costretti a vivere una situazione fortemente stressante. Un comportamento grave ed inaccettabile tenuto conto del servizio ‘Freccia Club’. Forti disagi – ha concluso l’assessore – hanno dovuto subire anche oltre cento passeggeri degli Intercity 707 e 702 da e per Napoli, che sono stati soppressi e per i quali si è fatto ricorso a servizi sostitutivi”.

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