Lacorazza a testa bassa contro Pittella: “Ora il furore ‘No Trivelle’? Come mai queste preoccupazioni?”

Con due tweet e un lungo post su Facebook il consigliere regionale della Basilicata Piero Lacorazza (Pd) ha “preso atto del furore di ‘No trivelle’ che in queste ore monta nei palazzi di via Anzio”.

Lacorazza si riferisce polemicamente al “lungo intervento comizio del presidente Pittella a #Moliterno tappa del tour #basilicataincomune”.

Per il consigliere che durante la sua presidenza in Consiglio Regionale di Basilicata promosse quale capofila la lunga battaglia referendaria antitrivelle al fianco di altre regioni e del governatore pugliese Michele Emiliano, che ora sostiene nella corsa alla segreteria del PD “Sarebbe stato bello un confronto aperto” su questi temi con il presidente lucano Pittella “ma mi rendo conto che i pulpiti” aggiunge “forse anche a ragione, sono necessari anche per rappresentare impegno, orgoglio, disponibilità e soprattutto la propria versione”.

Lacorazza chiede poi, riferendosi ai nemici che il presidente Pittella nei suoi interventi “evoca: “Sarebbe il caso di capire chi sono e perché. Potrei essere anche io tra questi? Forse. Ma non le mando a dire anche perché non ci sono luoghi politici in Regione in cui discutere; mi pare giusto, trasparente, dire come la si pensa ed essere conseguenti con responsabilità nella chiarezza”.

“Sono passati quasi quattro anni” dall’inizio della legislatura “e solo poche settimane fa sono stati approvati i piani triennali e annuali di Arpab, con sostituzione in corsa in questa legislatura del direttore generale. Ma mi chiedo: se l’art. 38 dello Sblocca Italia era il campo di gioco di una partita vinta 4 a 0 come mai oggi tutte queste preoccupazioni? E se avessimo imposto dal basso, con la iniziativa referendaria, il cambiamento del famigerato art. 38 dello Sblocca Italia oggi a che punto saremmo? E se avesse vinto il ‘Sì’ al referendum costituzionale e se il potere dello Stato centrale e della compagnie petrolifere fosse stato maggiore oggi come ci troveremmo? I miei sono toni duri? Neanche una piccola parte di ciò che in questi anni abbiamo dovuto subire per aver difeso la Basilicata da facili accomodamenti politici. Ma sul tema petrolio non calerà il sipario”.

Secondo Lacorazza, “c’è stato un deficit di governo sulla vicenda industriale che non ha consentito di discutere questa materia nella chiarezza delle relazioni tra stato e Regione. E quindi si è dovuta costruire una battaglia di popolo sulle norme. Un deficit di governo che è oscillato dalle partire presuntamente vinte 4 a 0 alle minacce di referendum per poi esserne fuori dal campagna per il ‘Sì’ il 17 aprile e dentro, molto dentro, per il sostegno ad una riforma costituzionale che cedeva più poteri alle compagnie petrolifere e allo stato centrale. E magari tra un po’ – ha concluso il consigliere regionale – si faranno anche opzioni politiche verso i principali protagonisti di questa complessa storia vissuta in questi anni…”.

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