Il tragico incidente ferroviario di Balvano ricordato dal presidente Mollica: giorno di dolore per la Basilicata

Il 3 marzo 1944 a Balvano morirono oltre 600 persone

“Oggi è un giorno di dolore non solo per Balvano, il piccolo borgo della Basilicata che, 73 anni fa, fu teatro di una delle più grandi sciagure ferroviarie d’Europa, ma per l’intera Basilicata. Quella del merci 8017, il treno partito da Napoli e diretto a Potenza per prendere legname, vide la morte di oltre 600 persone”.

Così il Presidente del Consiglio regionale, Francesco Mollica, nel giorno del ricordo della tragedia ferroviaria di Balvano del 1944.

“Inspiegabile – ha aggiunto Mollica – come a distanza di troppi anni manca una parola definitiva sul perché accadde quel disastro la notte fra il 2 e il 3 marzo del 1944. Una vera apocalisse, quella del merci 8017, il treno partito da Napoli diretto a Potenza per prendere legname, che trasportava oltre 600 persone. Pendolari della fame e della disperazione, della povertà e dall’abbandono, che dalla Campania e, in particolare, dalla provincia di Salerno tentavano, attraverso la ferrovia, di raggiungere la Lucania. Uomini che ricostruivano l’Italia del dopoguerra”.

Il presidente del Consiglio regionale ha ricordato che “di quella tragedia sono apparsi reportage giornalistici persino sulla stampa internazionale, senza però giungere ad una ricostruzione storica completa di quanto accadde realmente nella galleria del Monte Armi. Oggi più che mai, il mio impegno come Presidente del consiglio regionale è voler superare il silenzio del Governo italiano verso una strage senza colpevoli e senza memoria. Bisogna concretizzare tutte quelle azioni che possano rievocare una triste pagina storica poca nota ai più, ma fortemente viva nella memoria dei parenti e della comunità di Balvano e della Basilicata tutta. Una cosa è certa e imprescindibile anche alla luce di quanto continua ad accadere sulle nostre tratte ferroviarie – ha concluso Mollica – la sicurezza nei trasporti deve prevalere sempre e stare al di sopra di ogni considerazione”.

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