Sgombero del ghetto di Rignano Garganico: circa 250 migranti hanno deciso di non sottrarsi al giogo del caporalato

Latrine ai bordi delle strade, baracche in legno e lamiere per ospitare loro, i migranti in cerca di lavoro e dignità tra i campi della zona compresa tra San Severo e Rignano Garganico. Ieri lo sgombero dopo la revoca della facoltà d’uso da parte della Direzione distrettuale antimafia di Bari, giunta dopo le indagini avviate nel marzo 2016. La Regione Puglia ha indicato una masseria nelle campagne di San Severo e messo a disposizione alcuni autobus per trasferire i migranti nella nuova dimora. Ma su 500 ospiti del “gran ghetto” solo 20 hanno deciso di usufruire di quest’opportunità. Altri sono svaniti nel nulla, forse alla ricerca di un nuovo ghetto, non sottraendosi dunque al giogo del caporalato.

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