Matera, il futuro di Piazza della Visitazione: incontro pubblico a Palazzo Lanfranchi

Matera. “Perché il futuro sia scelto prima e costruito poi” – Cultura e rinnovamento urbano, il caso di Piazza della Visitazione a Matera. Sono i temi dell’incontro pubblico organizzato a Palazzo Lanfranchi dall’associazione Adriano Olivetti e che ha visto la partecipazione degli ex primi cittadini della città – Saverio Acito, Emilio Nicola Buccico e Salvatore Adduce e l’attuale sindaco Raffaello de Ruggieri.

Dall’architetto Luigi Acito passati in rassegna 100 anni di storia del luogo dal 1900 ad oggi con focus sulla stagione dei concorsi di idee e dei progetti , prima con l’Amministrazione Acito nel 1993 poi con Buccico nel 2008 con l’archistar Llvador che si aggiudicò la competizione internazionale bandita contestualmente alla decisione di candidare Matera a Capitale Europea della Cultura 2019.

Un tema più che mai attuale dopo le prese di posizione e le polemiche suscitate dal Piano particolareggiato della viabilità che interessa anche Piazza della Visitazione, redatto dal professor Stefano Ciurnelli, incaricato dal Comune di Matera per la necessità di ridefinire i flussi veicolari ( ogni giorno in centro transitano 16.000 auto con punte di 26.000) e più volte chiamato in causa durante il dibattito. Dalle voci dei vari ex primi cittadini e dagli esperti intervenuti non è stato messo in discussione il suo operato, ma la destinazione d’uso di Piazza della Visitazione, dalle precedenti amministrazioni considerata il cuore della città – punta di diamante di Matera 2019, mentre per l’Amministrazione De Ruggieri è piazza Vittorio Veneto e le arterie adiacenti a svolgere questo ruolo, con piazza della Visitazione che svolgerebbe un altro ruolo sociale :un parco urbano con verde e strutture attrezzate di qualità, un’area libera anche per compensare i volumi di cemento del Centro Direzionale. Una volta definiti i flussi veicolari non è esclusa la possibilità di bandire un concorso pubblico internazionale su piazza della Visitazione.

Certo è che il 2019 “è domani” ed ogni decisione va presa subito, perché mancherebbero i tempi tecnici per realizzare gli interventi di riqualificazione.

Dall’associazione Olivetti l’intento di far tornare d’attualità l’esperienza olivettiana di città – laboratorio a cielo aperto con la visione di un’urbanistica razionale e condivisa.

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