Le barriere dei centri urbani italiani alla vigilia della Giornata Mondiale del Turismo accessibile

In un suo recente spot, Checco Zalone promuove la ricerca contro la SMA, l’atrofia muscolare spinale e nel suo solito stile riesce a strappare una risata su un tema delicato come quello delle malattie rare. Ma nel messaggio è contenuta una triste verità che riguarda i nostri centri urbani.

L’ANMIL (Associazione Nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) ha stilato una prima classifica delle città d’Italia più vivibili e accessibili per le persone con disabilità. Inutile sottolineare, anche in questo caso, il divario che esiste tra il sud e il nord del Paese.

In posizioni di bassissima classifica purtroppo ci sono quasi tutte le nostre province, quella di Matera ad esempio e che ha aspirazioni turistico – culturali di dimensione europea, risulta essere 97esima su 106 con un voto di 3,5. Meno peggio, ma sempre negativa anche Potenza. In Puglia col voto di 5 leggermente meglio va a Lecce e Taranto, benino invece Bari che almeno raggiunge la sufficienza e si colloca al 30esimo posto.

In un Paese come il nostro dove per un disabile (o un anziano o una mamma con un passeggino) grazie ad ascensori non funzionanti, auto piazzate in divieto di sosta su rampe di discesa o addirittura strisce pedonali e barriere architettoniche di tutti i tipi – diventa una sorta di terno a lotto anche solo fare la spesa oppure raggiungere il posto di lavoro, sembra un po’ assurdo parlare di turismo accessibile.

La questione è stata ben compresa a Policoro in Basilicata, una sorta di isola felice per i turisti disabili dove per il terzo anno consecutivo il progetto “Disabilmentemare” ha consentito ai ragazzi di partecipare a diverse attività sul lungomare, coadiuvati da operatori qualificati e giovani volontari: ippo e onoterapia, arte e musicoterapia, canoa ed escursioni in barca a vela .

Rendere i nostri centri urbani più accessibili, non è più dunque solo un dovere verso i tutti i cittadini ma puo’ rappresentare anche un volano di sviluppo importante per l’economia turistica.

E quindi ben venga che, martedì 27 settembre, arrivi la Giornata mondiale del turismo che quest’anno è dedicata proprio al “turismo per tutti” a ricordare che proprio l’accessibilità può e deve essere uno dei caposaldi del viaggiare, uno dei fenomeni che più dovrebbero essere liberi e democratici al mondo.

Le celebrazioni ufficiali saranno ospitate quest’anno a Bagkok in Thailandia ma sono previste iniziative in tutto il mondo (qui l’elenco aggiornato) e l’Unwto, l’organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite, invita tutti a condividere le proprie immagini di festa anche sui social con gli hashtag #tourism4all e #WTD2016.

“Turismo per tutti, tema della Giornata Mondiale, è un obiettivo che stiamo perseguendo con forza” dice il ministro Franceschini “rendendo sempre più accessibili musei, monumenti, siti e parchi archeologici statali”.

“L’accessibilità per tutti” gli fa eco Taleh Rifai, segretario generale dell’Unwto “dovrebbe essere al centro delle politiche del turismo e delle strategie di business non solo come un diritto umano, ma anche come una grande opportunità di mercato. Con l’invecchiamento della popolazione mondiale, tutti noi avremo benefici prima o poi dall’accessibilità universale nel turismo”.

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