Matteo Renzi nella Enews sulla tragedia in Puglia: non è il tempo delle accuse, non è il tempo degli sciacalli

Immagini di morte in questa settimana arrivano anche dall’Italia, purtroppo. La strage dei treni in Puglia ha scosso molti di noi, ma ha soprattutto distrutto la vita di oltre venti famiglie. I giudici indagano come è giusto sulle cause. Da parte mia ho volutamente scelto di evitare con cura ogni polemica: non è il tempo delle accuse, non è il tempo degli sciacalli. Lasciamo che i magistrati facciano il loro lavoro, punto.

Lo scrive il premier nella consueta Enews settimanale. “Ho però voluto testimoniare la nostra vicinanza al popolo pugliese e ai soccorritori andando la sera stessa a Corato e incontrando poi in prefettura a Bari le autorità del territorio” aggiunge Renzi “Mi hanno colpito tante storie che mi sono state raccontate in così poco tempo. Il poliziotto, gli studenti, la prossima sposa, anziani e giovani con il loro carico di speranze e difficoltà: non erano numeri, erano persone per le quali occorrerà che almeno sia fatta giustizia”.

Mi ha colpito la generosa passione soprattutto delle donne e degli uomini che con una divisa o semplicemente da volontari hanno mostrato il volto migliore dell’Italia. In particolar modo tengo tatuato nel cuore il racconto che mi hanno fatto i due vigili del fuoco che hanno estratto dalle lamiere, vivo, il piccolo Samuele che ha compiuto sette anni proprio in questi giorni. Il modo con il quale lo hanno cercato di tranquillizzare, parlandogli di Sam il pompiere, facendogli vedere i video sul telefonino, calmandolo e poi salvandolo. Quando l’ho abbracciato per ringraziarlo – a nome di tutti noi – mi ha detto “Abbiamo fatto solo il nostro lavoro”. Mi sono emozionato e commosso. Come sono stato colpito dalle immagini dei pugliesi che si sono messi in fila per donare il sangue, in silenzio. Anche questa è l’Italia.

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