Giornata barese per il presidente dell’anticorruzione Raffaele Cantone

Il presidente Anac: “Il codice della appalti è così nuovo ed introduce così tante novità che ha bisogno di tempo per essere digerito”.

Il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone a Bari per due appuntamenti, uno organizzato dal Forum della Legalità per la Città Metropolitana di Bari e dall’Associazione Giuristi di Puglia, l’altro un convegno dell’Agenzia regionale per la casa e l’abitare su ‘Impresa e Anticorruzione’.

“C’è tutta questa polemica sul numero degli appalti che sono in decrescita, io dico” ha spiegato Cantone “che è un dato oggettivo derivante dal fatto che le pubbliche amministrazioni devono anche avere un attimo il tempo per adeguarsi rispetto a cambiamenti che sono molto rilevanti. Il Codice degli appalti scommette su una nuova idea di amministrazione, che deve essere in grado di decidere, assumere responsabilità e soprattutto in grado di dimostrare di saperle fare le cose”.

Raffaele Cantone - Anac

Raffaele Cantone – Anac

Tra le novità introdotte dal Codice il presidente dell’Anac ha poi sottolineato “quella epocale legata alla qualificazione delle stazioni appaltanti”. “Quanto alla discrezionalità legata alla procedura negoziata ricordo che risponde” ha detto Cantone “ad un’esigenza di maggiore flessibilità di gare che dal punto di vista numerico devono essere svolte con una certa velocità. Proprio ieri abbiamo approvato le linee guida dove chiariamo con precisione i due elementi che consentono di fare la gara: il sondaggio di mercato e l’esistenza dell’albo dei fornitori. Io credo che questo sistema se messo a regime può mettere assieme efficienza e trasparenza. In più la discrezionalità non significa arbitrio, ma capacità di assumersi responsabilità e di motivare le scelte. A noi tutti il compito di capire in che modo il nuovo codice degli appalti possa essere uno strumento positivo sia sul piano delle attività da svolgere sia su quello dell’anticorruzione”.

Michele Emiliano ai giornalisti: “Bisogna che i politici prendano la responsabilità che gli compete perché la lotta alla corruzione non consiste solo nello scrivere nuove norme o nel promuovere un’agenzia come Anac che è importantissima e centrale nel supporto alle pubbliche amministrazioni”.

Emiliano è intervenuto all’incontro ed ha spiegato: “Gli eletti hanno la potestà di vigilanza. Devono controllare e se vengono a conoscenza di una notizia di reato, che non significa prova schiacciante di un reato, ma che si è verificato qualcosa d’irregolare, devono imparare a far le denuncie come la legge prescrive; devono dialogare con la magistratura, con la Corte dei conti e con l’Anac. In definitiva la corruzione è un male endemico, l’uomo” secondo Emiliano “è un legno storto che tende al male soprattutto quando è vicino ai soldi. Affinché questo non si tramuti nella demolizione di un sistema, alle volte interi imperi sono caduti sotto il peso della corruzione, occorre che la sorveglianza sia quotidiana e che sia, soprattutto per noi politici, esercitata senza avere timore di denunciare i fatti, di affrontarli con la determinazione necessaria o con il timore che questo” ha aggiunto Emiliano “faccia perdere consenso, voti o che corrisponda ad una sorta di tradimento di una solidarietà che non può esistere verso chi viola la legge”.

In piedi il sindaco Antonio Decaro

In piedi il sindaco Antonio Decaro

Quanto al Codice degli appalti “occorre trovare le soluzioni migliori in modo tale che senza fermare i lavori si possa ottenere un effetto di legalità necessario. Speriamo che le norme tengano conto della realtà d’imprese e pubbliche amministrazioni, in modo da non creare particolari impedimenti, rallentamenti o confusioni dal punto di vista dell’interpretazione”.

Antonio Decaro sindaco di Bari e vice presidente dell’Anci è intervenuto ai lavori del convegno di studi su “Impresa e Anticorruzione”: “C’è la necessità, non più prorogabile, di ricercare e individuare un punto di equilibrio tra effettività della prevenzione dei comportamenti e dei reati corruttivi ed esigenza di non gravare ed appesantire l’organizzazione amministrativa. Quotidianamente migliaia di sindaci e di amministratori in tutto il Paese contrastano l’illegalità e la corruzione”.

“Sono” ha spiegato Dacaro “un numero incommensurabilmente più alto, quello degli amministratori onesti, rispetto ai mariuoli che infangano l’intera categoria. La speranza, credo condivisa da tutti, che in un futuro, spero molto prossimo, siano i comportamenti virtuosi e non gli adempimenti a sconfiggere la piaga della corruzione”.

A margine dei lavori Decaro, nella sua qualità di sindaco metropolitano, ha siglato un protocollo d’intesa in materia di concessioni e appalti pubblici di lavori, forniture e sevizi, frutto del confronto tra le 37 associazioni aderenti al Forum per la legalità e le rappresentanze datoriali (lega Coop, Ance e Assindustria Bari-Bat) e dei lavoratori (Cgil, Cisl, Uil), che ha come obiettivo quello di incentivare comportamenti virtuosi da parte delle Stazioni Uniche appaltanti per garantire trasparenza, correttezza, imparzialità e maggiori tutele per i lavoratori. (ANSA)

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