Bruno Vespa a Taranto: tutto questo baccano mi sorprende e addolora. Carofiglio: che disagio

“Tutto questo baccano mi sorprende e mi addolora”.

Bruno Vespa a TarantoLo ha affermato Bruno Vespa, intervenendo a Taranto al seminario ‘Parole e Giustizia. Opinione pubblica, magistrati e giornalisti a confronto sul linguaggio della legge’.

All’evento partecipano anche Gianrico Carofiglio (magistrato e scrittore), Giovanni Maria Flick (ex Ministro di Grazia e Giustizia e giurista), Maurizio Carbone (Pubblico Ministero), Giusi Fasano (giornalista).

Parlando delle polemiche sorte per l’intervista a Salvo Riina, figlio del boss mafioso Totò Riina, durante la puntata di Porta a porta del 6 aprile, Vespa ha detto che “tutti hanno intervistato tutti. Tutti i capi mafia sono stati intervistati. Biagi ha intervistato Luciano Liggio e Sindona. Joe Marrazzo ha intervistato Piromalli e Cutolo. Non hanno risparmiato nessuno. Vespa intervista il figlio di Riina, non il boss Riina, e succede tutto questo bordello. Lascio a voi il commento”.

Il conduttore di Porta a Porta ha risposto anche a don Ciotti precisando che “Libera era stata invitata prima dell’intervista a Riina per mostrarci quello che loro hanno fatto con i beni sequestrati alla mafia e hanno detto di no. Poi abbiamo annunciato l’intervista a Salvo Riina e chiesto a don Ciotti di venire, ma ha detto di no. Sono contento che abbiamo avuto in trasmissione un importante rappresentante dell’associazione anti-pizzo”.

Replicando poi al segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, che ai microfoni del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, aveva criticato la puntata del 6 aprile di Porta a Porta ha detto:

“Sono francamente stupito dalle dichiarazioni di mons. Galantino perché dice di non aver visto la trasmissione. Se non l’ha vista come fa a dire che le domande sono in ginocchio? Cice che non verrebbe a sedersi su quella sedia. Su quella sedia non si è seduto nemmeno Salvo Riina perché è stato intervistato a Padova. Insomma, se un sacerdote decide di scomunicare un peccatore, almeno dovrebbe conoscere i peccati. Onestamente, da una personalità come mons. Galantino mi sarei aspettato maggiore cautela”.

Gianrico Carofiglio nel corso dell'incontro di Taranto

Gianrico Carofiglio nel corso dell’incontro di Taranto

Non è dello stesso avviso di Vespa invece Gianrico Carofiglio, ex magistrato e scrittore, “Ho visto solamente qualche pezzo” ha dichiarato “ma ho registrato una cosa che onestamente mi mette un po’ a disagio e cioè che sia stata data una platea di milioni di persone a un mafioso, perché questo signore è stato condannato e ha scontato la sua pena a 8 anni di carcere per mafia. È una questione” ha aggiunto Carofiglio “di grande discutibilità perché offrire un simile palcoscenico a un certo tipo di soggetti con domande molto spesso non spinte fino alla necessità di mettere l’interlocutore in difficoltà, come dovrebbe fare un giornalista, rischiano di far apparire addirittura celebrativo un certo tipo di giornalismo”.

Parlando poi del linguaggio del diritto, il magistrato e scrittore ha osservato che “è necessario che chi esercita il potere parli non in modo inutilmente oscuro” e che “i giornalisti non devono appiattirsi su una lingua incomprensibile, ma far capire le ragioni delle decisioni dei giudici, ad esempio. Mi riferisco – ha concluso – a quelle esplicite e quelle, spesso più importanti, occulte”. (ANSA).