Petrolio. Descalzi difende Eni, Galletti risponde alla Camera e Sorgi provoca i lucani

Marcello Sorgi, editorialista "La Stampa" a Ballarò

Marcello Sorgi, editorialista “La Stampa” a Ballarò

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha “già richiesto al Noe, Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri”, di fornirgli “ogni possibile elemento utile per le conseguenti iniziative ministeriali di prevenzione e minimizzazione degli eventuali impatti anche potenziali, nonché di contestazione relativamente ai diversi profili della vicenda” di attività di estrazione di idrocarburi in Basilicata.

Lo ha detto Galletti rispondendo al question time ad una interrogazione della lucana Mirella Liuzzi del M5S su problematiche ambientali legate al Centro Oli di Viggiano Eni aggiungendo che “appare certamente confortante quanto precisato dal procuratore di Potenza, e cioè che ad oggi in relazione all’attività petrolifera svolta da Eni non é iscritta l’ipotesi di disastro ambientale”.

In particolare, per quanto riguarda il sistema di scarico di acque nel sottosuolo, Galletti ha evidenziato che esso “può essere autorizzato, ai sensi del Codice Ambientale, dalle Regioni nelle ‘unità geologiche profonde’ da cui gli stessi idrocarburi sono stati estratti, ovvero in altre delle stesse caratteristiche. Le relative autorizzazioni sono rilasciate corredate delle necessarie prescrizioni tecniche tese a prevenire possibili inquinamenti di altri sistemi idrici ed ecosistemi”.

Per quanto riguarda invece la norma al centro del caso Tempa Rossa il ministro rispondendo ad un’altra interrogazione ha detto che “sia nella sua formulazione individuata nel cosiddetto Sblocca Italia che in quella poi definita nella Legge di Stabilità, prevede solo una semplificazione amministrativa sul rilascio di autorizzazioni, senza incidere minimamente sulle salvaguardie ambientali, anzi in qualche modo rafforzandole”.

Intanto a Roma le Commissioni riunite “Attività produttive” di Camera e Senato, hanno audito presso la Sala del Mappamondo, l’amministratore delegato Eni, Claudio Descalzi. “Sono fiero di vivere in quella che alcuni definiscono una pattumiera: è casa mia ed è la più bella e pulita al mondo” ha dichiarato “chi dice che l’Eni è una pattumiera venga a dirmelo in faccia”. Scendendo nello specifico della vicenda Val d’Agri, ha ribadito di “voler andare fino in fondo” per dimostrare la correttezza dell’Eni. “Teniamo ferma la produzione per due o tre anni? non mi interessa, voglio andare fino in fondo. Abbiamo e ho la coscienza a posto”

Il blocco degli impianti Eni in Val d’Agri da un punto di vista economico “uccide” la raffineria di Taranto che viene alimentata proprio dal petrolio estratto in Basilicata ha spiegato tra le altre cose l’ad dell’Eni. I margini della raffineria “erano già al limite”, ma adesso la situazione si complica ancora di più perché “dovremo andare a prendere il greggio altrove, con un aggravio dei costi che, secondo una prima stima, si aggirano sui 4-5 dollari al barile”. Tuttavia, ha aggiunto “abbiamo le spalle larghe”. Con il petrolio stoccato a Taranto, infatti, l’Eni può andare avanti “circa una settimana” e poi dovrà rivolgersi ad altri fornitori.

E mentre i sindaci dei Comuni della Val d’Agri riuniti a Viggiano hanno deciso che si costituiranno parte civile nell’eventuale processo che concluderà l’inchiesta salgono le polemiche per le dichiarazioni dell’editorialista Marcello Sorgi sulla Basilicata rilasciate a Ballarò.

Tuona Piero Lacorazza, presidente del Consiglio Regionale Lucano “Le esternazioni di Sorgi sono la dimostrazione di quanto certi commentatori sono lontani dalla realtà, le loro lenti appannate si fermano negli studi televisivi dei talk show, non riescono a vedere oltre, ad individuare problemi e questioni di una realtà in movimento come quella della Basilicata, che ha conosciuto una storica arretratezza e tante contraddizioni ma ha saputo anche guardare avanti, e con Matera capitale europea della cultura per il 2019 ha aperto un orizzonte nuovo per tutto il Sud”.

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